Crisi in Libia e dazi, il doppio appello di Mattarella a Pence

Bruno Cirelli
Gennaio 25, 2020

Pence ha assicurato che da parte degli Usa non c'è nessuna volontà di rottura, ma la volontà di perseguire un dialogo, sulla base di un modello nuovo come quello che ha portato alla stipula del trattato con Canada e Messico che ha sostituito il Nafta. Bergoglio ha regalato a Pence il suo messaggio della pace, il medaglione della pace e i suoi cinque testi magisteriali. Il vice presidente ha donato al pontefice un'opera realizzata con il legno di un albero del giardino della sua stessa residenza. "Le porto i saluti cordiali del presidente Trump, che ha un ottimo ricordo della sua visita". Al centro dei colloqui, anche con il capo dello Stato Sergio Mattarella, che Mike Pence ha visto subito prima di Conte, sono tre i punti principali.

Nel pomeriggio è stato ricevuto da Sergio Mattarella, presente all'incontro il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.

"La Libia per l'Italia è una questione di primaria importanza perché lo stato di guerra nel Paese è motivo di estrema preoccupazione ed è quindi decisivo che gli Stati Uniti spendano il loro peso politico per rendere permanente il 'cessate il fuoco' e passi avanti della Conferenza di Berlino".

"Grazie per la sua forte leadership", ha detto Pence al presidente della Repubblica.

Bisogna quindi rinsaldare i rapporti transatlantici e non esporre l'Alleanza al rischio di attenuare la solidarietà e l'amicizia tra le due sponde dell'Atlantico, che sarebbe inevitabile con una competizione accentuata attraverso appunto l'applicazione dei dazi. Da qui il successivo appello di Mattarella a spendere il peso politico degli Stati Uniti per consolidare il cessate il fuoco. "Volevo sapere da Papa Francesco cosa pensava si dovesse fare come comunità globale per il Paese", ha spiegato il vicepresidente, che ha sottolineato che il Paese è in arretramento a causa della "dittatura di Maduro" e che già 5 milioni di persone sono andate via. "È stato un privilegio", ha detto Pence, che ha anche ringraziato per l'ospitalità data alle truppe americane di stanza in Italia, circa 13 mila militari, "il secondo più grande contingente in Europa".

La lunga giornata romana per Pence si conclusa con l'incontro con il premier Conte.

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