Libano, scontri tra polizia e manifestanti. Il presidente Aoun chiama l'esercito

Bruno Cirelli
Gennaio 20, 2020

Si infiamma la protesta anti-governative a Beirut con durissimi scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, sfociati in una guerriglia e almeno un centinaio di feriti.

Quella di ieri è stata la giornata più violenta dall'inizio delle contestazioni in Libano contro il governo. Secondo la Mezzaluna rossa libanese, 40 persone sono state ricoverate negli ospedali mentre altre 60 sono state curate in loco dalle squadre dell'organizzazione. Un clima infuocato che ha spinto il capo di Stato Michel Aoun e il premier uscente Saad Hariri a chiedere l'intervento dell'esercito per "riportare la calma" nel centro della capitale, dove migliaia di dimostranti si erano radunati spingendo per avvicinarsi alla super-fortificata zona del parlamento. Le manifestazioni in Libano - iniziate lo scorso 17 ottobre - hanno avuto un rilancio questa settimana, sullo sfondo dei ritardi nella formazione di un nuovo governo, in grado di affrontare la crisi economica che affligge il Paese. Si registra, poi, un incremento dei prezzi del 30 per cento e un aumento vertiginoso della disoccupazione. Diab insiste nel voler presentare un esecutivo ristretto di 18 ministri - circa la metà dei governi precedenti - con esponenti che non hanno assunto in passato incarichi ministeriali. Migliaia di altri manifestanti sono in marcia da altre zone di Beirut e da altre città del paese per un raduno di protesta che si prevede massiccio. La polizia è stata accusata di aver deliberatamente attaccato il sit-in in piazza dei Martiri. Le immagini degli incidenti mostrano scene concitate e confuse di spari di lacrimogeni e idranti da parte della polizia contro i dimostranti che tentavano di forzare i blocchi, con alcuni dei dimostranti che hanno lanciato sassi e petardi contro gli agenti.

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