Allarme superbatteri, con nuovi antibiotici evitabili 3.000 morti l'anno in Italia

Barsaba Taglieri
Gennaio 20, 2020

L'OMS avverte e tra i dati allarmanti si sta provvedendo a sperimentare nuovi farmaci. I superbatteri resistenti agli antibiotici uccidono ogni anno 700 mila persone, 33 mila in Europa e 10.000 in Italia.

L'antibioticoresistenza è una minaccia immediata è c'è bisogno di agire: questo è il messaggio dell'Organizzazione mondiale della Sanità. A dimostrarlo recenti studi clinici internazionali presentati al convegno sull'antibioticoresistenza organizzato a Genova.

Da cosa sono causate queste morti?

Sperimentati i nuovi super-antibiotici che sono in grado di ridurre la mortalità causata da alcune infezioni resistenti, dal 50-55% al 10-15.

"Il calo degli investimenti privati e la mancanza di innovazione nello sviluppo di nuovi antibiotici stanno minando gli sforzi per combattere le infezioni resistenti ai farmaci".

"La minaccia della resistenza antimicrobica non è mai stata più immediata", afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms. "Sono in corso numerose iniziative per ridurre questo fenomeno, ma abbiamo anche bisogno che i paesi e l'industria farmaceutica intensifichino i loro sforzi e contribuiscano con finanziamenti sostenibili e nuovi farmaci innovativi". La gravità della situazione è confermata dai due ultimi rapporti in materia pubblicati appunto dall'Oms: i 60 nuovi prodotti in sviluppo (50 antibiotici e 10 farmaci biologici), si evidenzia nei due studi, "aggiungono un ridotto beneficio rispetto ai farmaci esistenti, e sono pochissimi quelli indirizzati contro i batteri resistenti più critici, come i gram-negativi".

Studi sugli agenti antibatterici nello sviluppo clinico e un'analisi della pipeline di sviluppo clinico antibatterico hanno anche rilevato che la ricerca e lo sviluppo di antibiotici è principalmente guidata da piccole o medie imprese con Big Pharma che continua a rimanere ai margini.

Dei 50 antibiotici in cantiere, 32 prendono di mira i patogeni prioritari dell'Oms, ma la maggior parte ha benefici limitati rispetto alle terapie esistenti.

Riguardo alla mortalità l'Ars ha aggiunto che "i casi sono risultati letali nel 31% dei pazienti con sepsi (non necessariamente si tratta di decessi dovuti all'infezione specifica), percentuale paragonabile alla letalità per questa condizione causata da altri batteri resistenti agli antibiotici carbapenemici".

"È importante concentrare gli investimenti pubblici e privati sullo sviluppo di trattamenti efficaci contro i batteri altamente resistenti perché stiamo esaurendo le opzioni", afferma Hanan Balkhy, vicedirettore generale dell'Oms per la resistenza antimicrobica. Il rapporto evidenzia infine un preoccupante divario nelle attività di ricerca contro l'Ndm-1 altamente resistente (metallo-beta-lattamasi 1 di Nuova Delhi), con solo 3 antibiotici in cantiere.

Sono 12, spiega l'Oms, le classi di batteri (più il bacillo della tubercolosi) che rappresentano un rischio crescente per la salute umana, poiché sono resistenti alla maggioranza dei trattamenti oggi disponibili.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE