Salute: una ricerca italiana scopre il batterio che favorisce l'infarto

Barsaba Taglieri
Gennaio 15, 2020

A darne notizia è stato l'Ufficio stampa del Policlinico Universitario Umberto I di Roma, nel cui comunicato si legge, tra l'altro, che le malattie cardiovascolari, che includono infarto del miocardio e ictus, sono le principali cause di morbilità e mortalità nel nostro Paese.

"Siamo partiti dall'intuizione che alcuni batteri intestinali potessero avere un ruolo nello sviluppo dell'infarto - spiega Violi in un'intervista all'Ansa -". Il fenomeno è stato riprodotto a livello animale attraverso l'iniezione di Escherichia Coli, che ha amplificato la trombosi.

L'equipe di medici italiani hanno analizzato un campione di 150 individui, di cui ben 50 con infarto in atto, 50 persone cardiopatiche ma senza infarto e 50 individui sani (semplicemente un gruppo di controllo). l'Escherichia coli è stato rinvenuto solo nel sangue dei pazienti giunti in ospedale con infarto acuto; mentre il batterio esaminato non era presente nel sangue degli altri soggetti messi sotto esame durante la ricerca. La causa più frequente di infarto cardiaco è la malattia aterosclerotica delle arterie che portano il sangue a cuore e cervello. E' un batterio intestinale molto conosciuto, ovvero l'Escherichia coli che si trova nei pazienti che hanno un infarto e si concentra soprattutto nel trombo andando a facilitare la sua crescita. I partecipanti erano suddivisi in tre gruppi da 50 soggetti ciascuno: pazienti con infarto in atto, cardiopatici non infartuati e controlli sani (in cosiddetta condizione di angina stabile). Tale condizione è stata correlata con la concentrazione della capsula batterica nel trombo coronarico, suggerendo che l'aumentata permeabilità intestinale sia responsabile della traslocazione batterica nel sangue dei soggetti con l'infarto.

Questo è in linea con ricerche precedenti effettuate negli Stati Uniti che avevano trovato diversi batteri intestinali nel sangue di pazienti con infarto. Un'alterazione della permeabilità intestinale è stata osservata nei pazienti infartuati coinvolti nello studio. Ciò, come indicato, apre le porte a possibili vaccini e terapie rivoluzionari per prevenire e trattare l'infarto. Grazie a questa scoperta, che è stata anche pubblicata sul giornale scientifico European Heart Journal, si è capito che potrebbero essere trovate delle soluzioni terapeutiche valide attraverso il batterio per migliorare la situazione infarti. I prossimi passi, conclude Violi, saranno appunto vedere se l'inibitore testato su animali possa divenire una cura d'urgenza nell'infarto per bloccare il trombo e contemporaneamente valutare la possibilità di sviluppare un vaccino specifico contro l'Escherichia coli per la prevenzione dell'infarto da somministrare alle persone a rischio.

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