La guerra è finita, la recensione della nuova fiction RAI

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 15, 2020

La guerra è finita è la nuova fiction di Rai Uno per la regia di Michele Soavi: quattro prime serate con Michele Riondino e Isabella Ragonese, in onda in prima visione su Rai1 da lunedì 13 gennaio. Le anticipazioni della seconda puntata de La Guerra è finita rivelano che i ragazzi sopravvissuti incominceranno gradualmente a prendere possesso nuovamente delle loro vite e non mancheranno colpi di scena e prime simpatie.

La prima puntata inizierà con Davide che si reca alla frontiera per cercare suo figlio Daniele e la moglie Enrica. Non solo tutto il dolore provato durante la prigionia nei campi di sterminio ma anche tutto quello che è successo dopo.

Le riprese dei quattro episodi di La guerra è finita sono iniziate il 14 giugno del 2019, l'intera mini-seria è stata girata tra l'Emilia Romagna e la Lombardia.

Nuovo appuntamento questa sera, lunedì 13 gennaio, a partire dalle 21.25 con la puntata della serie tv "La guerra è finita".

About Isabella Adduci Nata a Cassano allo Ionio (Cosenza) nel 1978, si è laureata in Giurisprudenza all'Università degli Studi di Bari ed ha conseguito l'abilitazione all'esercizio della professione forense presso la Corte d'Appello di Catanzaro. Sono tutti reduci dai campi di concentramento e Davide deciderà di portarli con sé a Milano, con la speranza che possano ricongiungersi con le loro famiglia. Dopo il suo ritorno in Italia il suo obiettivo è questo. Giulia, invece, è figlia di un imprenditore che ha collaborato con i nazisti e che, per tale ragione, è stato arrestato.

A sostenere tutto ciò, il talento di Sandro Petraglia che immortala l'ennesimo spaccato storico e sociale nel modo che conosce e conosciamo, donandogli una nuova luce e, con essa, un valore aggiunto e prezioso: senza mai forzare la mano, ma lasciando che siano i fatti a parlare, la sceneggiatura presenta un quadro che più chiaro non si potrebbe. Come ha ricordato papa Francesco nella visita alla Sinagoga di Roma nel 2016: "La Shoah ci insegna che occorre sempre massima vigilanza, per poter intervenire tempestivamente in difesa della dignità umana e della pace". Tra i sopravvissuti ci sono molti bambini. Tutti sopravvissuti ma senza i genitori accanto. Ma è dura: il ricordo del lager è ancora recente e le regole imposte da Ben, che ha organizzato la Tenuta come un kibbutz, non sono facili da accettare perché i ragazzi, specie i più grandi, non sopportano più nessun dettame, nessuna serratura, nessun cancello chiuso. Davide non vorrebbe rimanere lì con loro ma, tornato nel suo appartamento, non ce la fa: ogni cosa gli parla di Enrica e Daniele. Però, proprio quando cose iniziano lentamente ad andare meglio, con l'arrivo degli approvvigionamenti e di qualche aiuto, all'improvviso arriva una brutta sorpresa: i marchesi Terenzi rivogliono quel posto, bisogna sgomberare.

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