Trump: "Non importa se Teheran negozia, non uccidete i manifestanti"

Bruno Cirelli
Gennaio 14, 2020

Sul web nelle ultime ore sono circolati svariati video che avevano mostrato la repressione e delle forze di sicurezza e almeno una donna colpita alla gamba da un proiettile e soccorsa da altri manifestanti. "Migliaia di persone sono già stati uccisi o imprigionati, e il Mondo sta guardando".

La polizia spara - A Teheran la polizia ha caricato i manifestanti riunitisi sulla Azadi Square, dando inizio a violenti scontri.

Gli iraniani hanno accolto la notizia della morte del generale Qasem Soleimani con più indifferenza di quello che può sembrare dalle immagini dell'imponente funerale di Stato. Tra i titoli sulle prime pagine, listate a lutto, si legge: "Chiedere scusa e rassegnare le dimissioni". Non che gli iraniani amino particolarmente il presidente americano Donald Trump e le sue politiche, ma non amano troppo, in molti casi, quelle della Repubblica islamica.

Gli agenti avrebbero anche sparato: unità antisommossa con cannoni ad acqua e poliziotti, in parte anche in borghese, sono radunati in vari punti della città, tra cui le università, mentre membri dei Pasdaran pattugliano le strade.

Ieri, dopo la massiccia dimostrazione dei giovani contro il regime, era arrivato il tweet di sostegno ai manifestanti di Donald Trump: "Sono al vostro fianco, ispirato dal vostro coraggio".

Il Foreign Office vuole "spiegazioni complete" dall'Iran "sull'arresto" temporaneo dell'ambasciatore britannico a Teheran, Rob Macaire.

Una folla di manifestanti filo-governativi ha bruciato una bandiera britannica di fronte all'ambasciate di Londra a Teheran. Oltre alle complicazioni dovute all'abbattimento del velivolo di linea ucraino, costato la vita a oltre 150 civili, ad alimentare le difficoltà in terra iraniana ci hanno pensato anche le rivolte interne e le proteste del popolo, parzialmente soffocate e represse dalle forze dell'ordine.

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