Iran, studenti contro il regime. Scontri a Teheran, la polizia spara

Bruno Cirelli
Gennaio 13, 2020

Domenica a Teheran, sulla Azadi Square, si sono ripetuti gli scontri del giorno precedente, quando la polizia ha usato gas lacrimogeni e ha caricato per disperdere una folla che scandiva slogan contro la Guida suprema, Ali Khamenei, contro le Guardie della rivoluzione e contro la stessa Repubblica islamica. Ieri i filmati relativi alle proteste contro il regime postati su Twitter mostravano pozze di sangue, e in alcuni di essi si poteva udire rumore di spari.Iran: "Mai tentato di insabbiare abbattimento Boeing" Il portavoce del governo iraniano, Ali Rabiei, promettendo che il caso del Boeing ucraino abbattuto sarà affrontato con "trasparenza fino in fondo", ha dichiarato alla tv di Stato che "in questi giorni penosi, molte critiche sono state rivolte alle autorità". Stando ad alcune fonti locali, la polizia avrebbe cominciato a sparare sui manifestanti non solo nella Capitale, dove membri dei Pasdaran pattugliano le strade, ma anche a Mashhad, Rasht, Kashan, Sanandaj e Amol.

Ieri, dopo la massiccia dimostrazione dei giovani contro il regime, era arrivato il tweet di sostegno ai manifestanti di Donald Trump: "Sono al vostro fianco, ispirato dal vostro coraggio". Anche i giornali riformisti dell'Iran hanno preso posizione. Altissima la tensione davanti all'ambasciata della Gran Bretagna, dove durante una manifestazione è stata bruciata una bandiera britannica. Londra, confermando l'arresto, ha definito la sua detenzione temporanea "una flagrante violazione del diritto internazionale". Il capo della diplomazia europea Josep Borrell si è detto "molto preoccupato dopo la temporanea detenzione dell'ambasciatore".

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