Biennale Venezia, Cecilia Alemani nuovo direttore Arti Visive

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 13, 2020

Ieri il titolare del Mibact ha commentato la nomina di Alemani con un omaggio a Baratta: "Questa scelta conferma la capacità di visione della presidenza di Paolo Baratta che, nell'affidare per la prima volta a una donna italiana l'intera progettazione artistica, prosegue nell'opera di innovazione e rilancio di una delle più importanti istituzioni culturali, incrementandone il prestigio internazionale, consolidato attraverso una conduzione attenta e illuminata". Prima di rivestire questi ruoli, Alemani ha lavorato come curatrice indipendente collaborando con musei come la Tate Modern (Londra) e il MoMA PS1 (New York), istituzioni no profit come Artists Space e Art in General (New York) e fondazioni private come la Deste Foundation. Milanese del 1977, vive a New York, sarà lei a dirigere la mostra d'arte della Biennale del 2021.

Venezia, Vittorio Sgarbi contesta duramente la nomina di Cecilia Alemani a direttore della Biennale Arte 2021, che considera "inaccettabile".

Cecilia Alemani è una curatrice che vanta molteplici mostre su artisti contemporanei, responsabile e capo curatore di High Line Art, il progetto di arte pubblica della High Line, il parco urbano sopraelevato progettato su una ferrovia abbandonata di New York, oltre ad essere già responsabile del Padiglione Italia alla Biennale arte 2017.

L'ente ha definito "non più procrastinabile l'attribuzione dell'incarico per l'immediato avvio della progettazione della 59". Per questo la sfida della 59esima Biennale d'arte ci sembra particolarmente stimolante, per poter verificare in che modo lo stile così incisivo di Cecilia Alemani troverà la maniera di manifestarsi anche nel più ampio (verrebbe da dire "colossale") lavoro di gestire quello che è uno dei due più importanti eventi di arte contemporanea al mondo.

Tra le esposizioni più riuscite e sorprendenti alla Biennale di Venezia nel nuovo millennio va annoverato il Padiglione Italia, gestito dal Ministero dei beni culturali e non dall'ente veneziano, firmato dalla curatrice Beatrice Alemani nel 2017: scelse appena tre artisti, Giorgio Andreotta Calò, Roberto Cuoghi e Adelita Husni-Bey, e disegnò una mostra anche inquietante e generatrice di idee dal titolo "Un mondo magico".

Il Cda ha inoltre confermato per il 2020 “Ivan Fedele quale direttore del Settore Musica”, e ha autorizzato “un nuovo programma della sezione ‘Venezia Classici del Settore Cinema”.

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