Mediaset, il Tar respinge il ricorso Vivendi contro Agcom (Il Sole24Ore)

Paterniano Del Favero
Gennaio 12, 2020

I cambiamenti principali riguardano l'ammorbidimento delle barriere per l'accesso al voto maggiorato da parte degli azionisti con contenziosi verso la società, come nel caso di Vivendi, e le soglie dell'Opa, che passano dal 25 al 30% dopo la costituzione della società, con i francesi che in Mfe sarebbero vicini alla soglia del 25% e quindi avrebbero avuto l'obbligo di Opa dopo anche solo un 'piccolo' acquisto di nuove azioni.

E anche il vicepresidente e ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, ha spiegato che "avere un socio che zavorra Mediaset è pesante in questo momento complicato".

Il Tar del Lazio ha respinto l'urgenza di un ricorso Vivendi sul provvedimento Agcom del 2017 basato sulla 'legge Gasparri' che intima ai francesi di scegliere tra la partecipazione in Tim o in Mediaset e ha fissato trattazione collegiale della vicenda il 15 gennaio. In base alla decisione dell'Autorità, il Biscione impedisce al trust che detiene il 20% della società per conto di Vivendi, Simon Fiduciaria, di votare in assemblea.

Il giudice ha osservato, inoltre, che la delibera di approvazione del progetto di fusione, volto alla creazione di Mfe, del 4 settembre 2019, "risulta attualmente sospesa con provvedimento del tribunale di Milano, il quale si dovrà pronunciare sulla legittimità del progetto e delle modifiche da apportarvi nell'assemblea degli azionisti di domani nell'udienza del 21 gennaio".

Tornando all'assemblea di questa mattina, vi ha preso invece parte regolarmente Vivendi con il suo 9,61%. In tutto alla riunione erano presenti 334 azionisti, in rappresentanza del 60,46% del capitale, pari a circa 714 milioni di azioni. I francesi, secondo Confalonieri, starebbero "cercando di mettere in stallo la nostra società", perseguendo "mire e obiettivi soggettivi a spregio della società e di tutti gli azionisti, italiani e spagnoli".

Senza mezzi termini la risposta di Vivendi, che ha parlato attraverso Caroline Le Masne de Chermont, responsabile dell'ufficio legale, che annunciando il proprio voto contrario ha definito "abusivo" il piano di Fininvest e Mediaset.

Vivendi e Mediaset non hanno ancora raggiunto nessun tipo di accordo su Media For Europe (Mfe), il progetto di un broadcaster paneuropeo promosso dalla famiglia Berlusconi ma inviso al gruppo francese di Vincent Bollorè.

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