Esce CIP, emozionante e straordinario album di Brunori Sas

Ausiliatrice Cristiano
Gennaio 12, 2020

Un tentativo di recuperare un po' di quella ingenuità del suo primo lavoro, un "fanciullino" pascoliano, di cui sentiva il bisogno.

Per presentare il disco, a partire dal 10 gennaio è iniziato il minitour nelle librerie d'Italia "Parla con Dario" in cui Brunori Sas (al secolo Dario Brunori) incontra il pubblico e presenta il suo nuovo album "Cip!".

"Volevo parlare delle cose che invece di separare le persone le tengono insieme".

È un disco dalla poetica potente che si impone con un linguaggio nuovo, profondo, che colpisce ed emoziona dal primo ascolto. Amore nella sua accezione quasi universale. "Volevo raccontare della difficoltà di tenere insieme le cose, di tenerle in piedi e di tenerle in piedi nel tempo. Dobbiamo resistere alla obsolescenza programmata dei sentimenti". "Non volevo focalizzare l'attenzione su un concetto piuttosto che su un altro - spiega il cantautore calabrese -". "Vivo e abito una terra che è fatta di grandi slanci perché comunque abbiamo un'eredità grande dal punto di vista filosofico, per cui ci piace molto parlare e disquisire e prenderci un tempo per contemplare".

Niente televisione, quindi, ma anche niente Festival di Sanremo (per il momento) ma soprattutto niente talent, anche perché Brunori sa perfettamente dove vuole andare: "Quel genere di trasmissioni servono per intraprendere un certo tipo di percorso".

Recuperare uno sguardo ingenuo e una certa spiritualità e una certa religiosità è l'intento di Cip, una risposta a un problema di poetica del mondo, anche a costo di sembrare naif, di scrivere cose di cui un tempo si sarebbe quasi vergognato.

Col brano di apertura, Il mondo si divide, una sorta di manifesto, il cantautore calabrese si interroga sulle opposizioni intrinseche alla condizione umana: dividere le cose, per lui, è un gioco della mente, il mondo si divide inutilmente: "La cosa bella di scrivere così apertamente è che ognuno ci può rivedere un discorso politico e sociale che sicuramente c'è, ma ci può vedere gli attriti tra le proprie personalità".

"Ho buttato lì la necessità di trovare in quello che vedo fuori e dentro di me una forma di accettazione".

"Ma non confondere l'amore e l'innamoramento che oramai non è più tempo e senza perdere il senso dell'orientamento quando fuori tira vento". Una parte leggera, vitale, combattiva pur nella sua sobrietà, fiera anche nel parlare di argomenti che includono una fine ma senza farlo in modo pessimistico o, al contrario, edulcorato. "Sì, è importante la vicenda umana, ma è anche importante lo sfondo, il contesto in cui questa vicenda si sta svolgendo", racconta ancora Brunori. Anche per un cantante il come è più importante. "Ho cercato di fare quello e poi tornare su a prendere un respiro", prova a riassumere Dario Brunori. Sta a voi giudicare se ho tenuto fede al mio decalogo o mi sono perso per strada. Un boom di visualizzazioni e di ascolti, che ha proiettato da subito l'album tra i più ascoltati del mese e del nuovo anno: un lavoro atteso, se si pensa che i singoli che hanno anticipato il brano hanno già diverse milioni di visualizzazioni su YouTube e sono costantemente nelle classifiche dei brani più ascoltati in radio e sulle piattaforme di streaming.

Il titolo Cip, con il pettirosso di Robert Figlia ritratto in copertina, non lascia volutamente intendere quali saranno gli approdi del disco, prodotto dallo stesso Brunori con Taketo Gohara e registrato tra la Calabria e Milano. "I brani li devo scegliere fra il meglio del meglio perché sono tutti dei capolavori, canzoni vecchie che potranno star bene con le nuove e momenti di amore verso il pubblico con i pezzi che non potrò fare a meno altrimenti non mi faranno uscire dal palazzetto". Dolcezza, ironia, calore, tenerezza, poesia, morbidezza, leggerezza: in Cip c'è tutto questo, e molto di più. Molto più di un mondo piccolino, triste e aggressivo, e molto più di tanti sguardi e tante voci frammentate, che si urlano contro, che si scavalcano. "Io più che guardare me stesso, guardo il Mondo".

Laura Melissari è nata a Reggio Calabria il 7 giugno 1989. Ha lavorato per Internazionale e AdnKronos.

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