Dazi Usa: S.O.S vino italiano, preoccupazione tra i produttori senesi

Bruno Cirelli
Gennaio 12, 2020

Dopo l'accordo sui dazi trovato dagli Stati Uniti con la Cina, ora si deve cercare la pace anche con la Ue, in vista della conclusione il 13 gennaio della procedura di consultazione, avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) americano, sulla nuova black list allargata dei prodotti europei sui quali Trump minaccia di estendere le tariffe e di aumentarle fino al 100% in valore. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della scadenza del termine fissato dal Federal Register nell'ambito della disputa nel settore aereonautico che coinvolge l'americana Boeing e l'europea Airbus.

"La vitivinicoltura regionale - dice Coldiretti Abruzzo - è oggi una realtà importante, tanto che l'Abruzzo può considerarsi tra le regioni in cui il vino, con particolare riferimento al Montepulciano, ha saputo imporsi fino a diventarne l'immagine di riferimento, con una filiera che costituisce il principale comparto agricolo regionale (21% dell'intera Plv, la più elevata incidenza tra le regioni italiane) e una produzione media di vino rappresentata dal 70% di vini rossi e da un restante 30% di bianchi". Così Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Siena, commenta la minaccia di Trump di imporre tassi aggiuntivi al nostro agroalimentare. "Un'eventuale introduzione dei dazi sul vino - sottolinea il presidente di Coldiretti Asti, Marco Reggio - sarebbe una vera disdetta".

"I dazi sul vino annunciati dagli Stati Uniti rappresentano una minaccia per un settore importantissimo dell'economia del Friuli Venezia Giulia", scrive in una nota Sandra Savino, coordinatrice di Forza Italia Fvg e componente della commissione Agricoltura della Camera.

I dazi USA già in vigore, pari al 25% del valore, si applicano su formaggi, salumi e agrumi in arrivo dall'Italia per un valore delle esportazioni che è stato di 468,5 miliardi di dollari nel 2018. Il vino - precisa la Coldiretti - con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch'esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 secondo l'analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell'anno.

"Occorre al più presto riprendere il dialogo per evitare uno scontro dagli scenari inediti e preoccupanti che rischia di determinare un pericoloso effetto valanga sull'economia e sulle relazioni tra Paesi alleati - dichiarano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - Il vino Made in Piemonte, grazie ai suoi alti standard qualitativi è già particolarmente apprezzato negli Usa che ne assorbono il 35% e le esportazioni hanno raggiunto i 200 milioni di euro: non possiamo mettere a rischio tale giro d'affari che, venendo meno, provocherebbe enormi perdite per le nostre imprese vitivinicole".

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