Migranti, la Sea Watch salva 119 persone: "Attendiamo un porto sicuro"

Bruno Cirelli
Gennaio 11, 2020

La Ong ha accusato di autorità maltesi di essere a conoscenza della presenza dell'imbarcazione in difficoltà ("Era stata segnalata ieri pomeriggio") ma "si sono rifiutate di intervenire".

A renderlo noto è la stessa ong a mezzo Twitter, specificando che a bordo si trovavano 42 persone, che "correvano un serio rischio di ipotermia".

La Sea Watch 3 in questa prima missione del 2020 è stata inoltre testimone del "respingimento" di circa 150 persone da parte della cosiddetta guardia costiera libica che ha riportato i migranti in Libia, paese in guerra dove sono ormai ampiamente documentate le atroci violenze nei confronti dei migranti. "Poco prima #SeaWatch aveva documentato l'intercettazione di 2 gommoni le cui persone sono state riportate in #Libia".

Terminato il soccorso, la nave si è messa alla ricerca di una seconda imbarcazione avvistata da Moonbird, l'aereo di ricognizione della Ong. L'equipaggio della Sea-Watch 3 ha individuato l'imbarcazione in vetroresina in zona Sar libica e ha soccorso le persone a bordo, tutte libiche. "Dimenticati dall'Unione europea, ora sono al sicuro a bordo di Open Arms". Ora sta attendendo comunicazioni sul porto di sbarco, come ha sottolineato su Twitter.

Uno sbarco di migranti è avvenuto anche sulle coste del sud Sardegna. Dopo le visite mediche e le operazioni di identificazione, sono stati tutti trasferiti nel centro d'accoglienza di Monastir (Cagliari). Alarm Phone ha detto anche che oggi è stato contattato "da molte barche in pericolo nel Mediterraneo centrale".

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