Iran contro USA: inizia la cyberguerra, anche internet in pericolo

Bruno Cirelli
Gennaio 11, 2020

Ma ribadisce: "Finché io sarò presidente l'Iran non avrà l'arma nucleare". Pare infatti che possa esistere davvero un piano militare per mettere in ginocchio il Paese mediorientale in pochi giorni, se non addirittura ore. Pare che tale piano sia stato affinato nel corso degli anni, che nel 2010 sia stato posto sotto il nome 'Tirrant' (Theatre Iran Near Term) e che sia custodito al Pentagono e pronto per ogni evenienza. Dopo l'uccisione a Baghdad di Soleimani, considerata una violazione della sovranità nazionale, il premier dimissionario Adel Abdul Mahdi ha chiesto a Pompeo di inviare una delegazione americana per definire il ritiro dei 5200 soldati Usa. Al momento il presidente Usa non ha ancora comunicato nulla, ma il timore è che possa decidere un attacco su larga scala. Doveva essere ucciso molto tempo fa. Noi in città abbiamo udito nettamente il rombo della partenza dei Patriot americani, almeno due, se non tre.

La leader democratica, che ha fatto votare alla Camera una risoluzione per impedire al presidente di intraprendere azioni militari contro l'Iran senza l'assenso del Congresso, ha rivendicato come una politica estera responsabile debba spingere per far rientrare le tensioni e fermare il rischio di conflitto.

Il presidente ha poi commentato anche l'accordo sul nucleare grazie al quale Teheran, "in crisi fino al 2013, ha ottenuto 150 miliardi di dollari".

Donald Trump ha allargato il campo d'azione della guerra tech, utilizzando il super drone per eliminare Soleimani, capo di una rete del terrore a cui è attribuita la morte di piu' di seicento soldati americani.

"L'Iran deve abbandonare le sue ambizioni nucleari e porre fine al suo sostegno al terrorismo", ha affermato. "Dalla dichiarazioni di Trump sembra proprio che per il momento finisca qui - è il commento per Il Bo Live di Renzo Guolo, docente a Padova di sociologia dell'Islam e analista tra i più ascoltati sulle questioni del Medio Oriente -".

Il discorso di Trump si è concluso con un elogio dei risultati ottenuti durante la propria amministrazione sul piano economico e militare: "L'America è diventata sempre più forte".

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