Fioramonti: "Nel M5S il dissenso non è ammesso, o taci o esci"

Bruno Cirelli
Gennaio 9, 2020

Acqua pubblica, mobilità sostenibile, ambiente. 42 anni, laureato in filosofia, storico dell'economia, teorico dell'economia del benessere (wellbeing economy), l'ex ministro, che ha da pochi giorni abbandonato, rimprovera al Movimento "l'impossibilita' di un confronto critico" in quanto "non e' ammesso il dissenso, non c'e' ascolto" secondo la teoria ma anche la prassi che "i panni sporchi si lavano in famiglia". "Serve un'alleanza di governi che puntino al benessere sociale e ambientale, non alla crescita del Pil". A volte i neofiti non hanno coraggio per paura di cio' che non conoscono.

Dopo l'abbandono del M5S Fioramonti racconta come avesse pensato di lasciare per sempre la politica, ma l'idea di formare per la prima volta un movimento con l'ambiente in primo piano era già nella testa dell'ex Ministro da tempo.

L'ex ministro dell'Istruzione ha dichiarato di non aver avuto più contatti né con Beppe Grillo né con Davide Casaleggio. Poi attacca la piattaforma Rousseau: "Inadeguata, inutilmente costosa (un milione e mezzo l'anno, a prezzi di mercato ne costerebbe 30 mila), farraginosa". Poi Fioramonti assicura: "I miei colleghi, lì, lamentano la miopia dell'Occidente: gli attacchi rafforzano il conservatorismo e l'estremismo". "E' sbagliato perfino il modo con cui vengono poste le domande, declinate in modo da assecondare e incoraggiare risposte prevedibili".

"Io sono uno dei pochi che ha lasciato la sua poltrona (la presidenza dell'Ordine degli ingegneri) siccome sono una persona corretta, al contrario di altri che hanno moltiplicato le poltrone", e citando il capo politico dei 5S ha concluso: "Nemmeno Aldo Moro aveva 4 incarichi come Di Maio". Poi gli scontri sulla proposta di tassare merendine, bibite gassate e viaggi aerei, con le critiche ricevute definite da Fioramonti come "indice di un'ignoranza profonda". Senza ulteriori indugi, inoltre, ha lanciato il suo nuovo gruppo "Eco" che debutterà ai primi febbraio 2020. L'ecologia, che significa studio della casa, è alla radice dell'economia, le regole della casa. Non c'è una forza dentro il Parlamento che rappresenti i valori ambientali ecologisti moderni.

"Avevamo pensato a un intergruppo, ma non potevo farlo da ministro - ha spiegato ancora - Ora arrivano moltissime sollecitazioni da parlamentari del Pd, di Leu, del misto e del Movimento". Qualche giorno fa avrei detto: torno a insegnare. "Ma se attorno a Eco si creeranno le condizioni per tirare fuori l'Italia dalle sabbie mobili della politica credo che sia un dovere restare".

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