Impennata del prezzo del petrolio dopo l'attacco dell'Iran alle basi militari

Paterniano Del Favero
Gennaio 8, 2020

L'altro indice di riferimento per il prezzo del greggio, il Wti texano, è salito nella notte a 65 dollari al barile salvo poi scendere a 65$.

Prezzi del petrolio in netto rialzo dopo il lancio da parte dell'Iran di missili contro le forze americane in Iraq in segno di rappresaglia per l'uccisione del generale Soleimani. Questo tratto di mare che divide la Penisola arabica dalle coste dell'Iran è, infatti, la principale via del petrolio attraverso la quale passa circa un quinto delle forniture di oro nero a livello globale. Le quotazioni sono scese a 1.593,86 dollari. Nonostante gli esempi del passato facciano pensare a una normalizzazione delle quotazioni nel corso delle prossime settimane l'Opec corre ai ripari dicendosi pronto a intervenire nel caso di un rialzo eccessivo del prezzo del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente. "L'economia mondiale - ha detto il ministro dell'Energia degli Emirati arabi uniti, Suhail al Mazrouei, alla Cnn Business - non può sostenere un ritorno del prezzo del petrolio a 100 dollari al barile".

Come spesso accade, gli investitori internazionali e gli stakeholders che operano sui mercati, in ragione all'insicurezza e l'instabilità internazionale, acquistano le cosiddette commodities, i beni rifugio, tra cui c'è l'oro. Dopo aver toccato in nottata i massimi dal 2012, il prezzo del metallo prezioso, arrivato fino aun picco di 1.611 dollari, è sceso sotto quota 1.600 dollari l'oncia. I mercati, dopo esser andati in fibrillazione, sono stati placati e tranquillizzati dai Governi che hanno grandi riserve da utilizzare proprio in questi casi.

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