Iran, folla oceanica ai funerali del generale Soleimani

Paterniano Del Favero
Gennaio 7, 2020

Ai funerali hanno partecipato anche i leader di Hamas che a quanto pare, a margine delle celebrazioni, sono stati ricevuti dall'ayatollah Ali Khamenei.

Una folla oceanica, che ha occupato tutte le principali piazze di Teheran, ha dato l'ultimo saluto al generale delle Forze Quds, Qassem Soleimani, ucciso venerdì scorso in un raid americano a Bagdad.

Sabato, Trump ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero prendere di mira 52 siti "importanti per l'Iran e la cultura iraniana" e li avrebbero colpiti "molto velocemente e molto duramente" se gli iraniani dovessero attaccare obiettivi statunitensi.

I leader di Germania, Francia e Gran Bretagna chiedono all'Iran di tornare ad applicare l'accordo sul nucleare e Mosca chiede ai partner europei di adempiere ai propri obblighi per assicurare che l'Iran resti nell'intesa. In Kenya, tre americani uccisi durante un attacco di miliziani jihadisti di al Shabaab. L'Iran ha annunciato l'uscita dall'accordo sul nucleare del 2015 con le potenze mondiali.

"L'Iran - prosegue il presidente americano - non è stato altro che problemi per molti anni".

Sconcerta l'espressione stessa di Trump, il suo sguardo sicuro e sprezzante, al tempo stesso sorridente e ammiccante, con il quale egli tenta di dimostrare il valore quasi umanitario della sua impresa criminale che servirebbe a scongiurare terribili orrori e atrocità al mondo intero.

Molto di più potrà fare per la de-escalation l'eventuale cambio di guardia alla Casa Bianca: le elezioni presidenziali sono previste per il 3 novembre 2020, e Trump deve ora scontare l'effetto delle contro-sanzioni cinesi e soprattutto l'impeachment intentato verso di lui alla Camera. "Gli Stati Uniti non vogliono più minacce!".

L'unilateralismo e l'improvvisazione delle decisioni del Presidente U.S.A. Donald Trump, pongono seri problemi anche agli alleati della NATO.

Ieri l'Iran aveva fatto sapere che arricchirà l'uranio "senza restrizioni in base alle sue esigenze tecniche", così come riporta l'emittente tv Al Arabiya.

Un segnale dal valore non solo strategico ma anche simbolico, perché 52 è il numero gli ostaggi americani trattenuti nel Paese tra il 1979 e il 1981.

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