Consulenti del Lavoro, con regime forfetario perdita di 10.000 autonomi

Paterniano Del Favero
Gennaio 7, 2020

Con l'approvazione della Manovra 2020 è stato formalizzato anche un cambiamento dei requisiti per accedere al regime forfettario al 15% per le Partite Iva, introdotto lo scorso anno dal primo Governo Conte. In quanto, nella manovra sono presenti nuove aliquote che spostano la flat tax fuori dall'aliquota agevolata del 15% prevista in regime forfettario. Di conseguenza, tutti i contribuenti che hanno aderito al vecchio regime con la soglia di 30 mila euro come reddito da lavoro dipendente o da pensione, potrebbero trovarsi in serie difficoltà. I nuovi requisiti della norma fiscale, infatti, includono quello di "non aver percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, eccedenti l'importo di 30.000 euro", chiariscono i professionisti. Tale condizione sembra, in particolare, svantaggiare i titolati di partita Iva con un'età compresa tra i 51 e i 65 anni (4.084 abbandoni) e i pensionati over 65 (3.527).

L'analisi dell'Osservatorio stima che a dicembre 2019 si conterebbero 269.569 nuove iscrizioni in regime forfetario, oltre i due terzi (67,5%) del totale delle nuove iscrizioni 2019 (399.584). È la stima che emerge dallo studio Regime forfetario: i dati 2019 e la proiezione sul 2020, redatto dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Economia e Fiscalità del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro. Facendo riferimento al nuovo regime forfettario, a fine 2019, ci sarebbero 554.902 aderenti, dati dalla somma dei 285.333 autonomi che nelle dichiarazioni Iva di aprile 2019 hanno optato per il nuovo regime forfettario e le 269.569 nuove iscrizioni che hanno aderito al regime. La cattiva notizia arriva da uno studio dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro. Complessivamente, rispetto al 2018 ci sono stati 40 mila iscritti in più.

Nel 2019 l'incremento maggiore di Partite IVA forfettarie riguardava il settore dei servizi, +14,2%, all'interno del quale aumentano le attività professionali, scientifiche e tecniche (+25.796 pari ad un incremento del 48,4%), seguite da attività autonome nel settore della sanità e assistenza sociale (+33.248, con un incremento record del 274%).

I lavoratori autonomi neo-iscritti che non rientrano già più nel regime forfetario devono decidere nel 2020 se abbandonare l'attività autonoma o passare al regime ordinario di tassazione. Dall'analisi risulta che 10 mila lavoratori con redditi da lavoro o da pensione non avranno più convenienza quest'anno a svolgere un'attività autonoma.

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