Allerta in Sardegna, cinghiale positivo alla Trichinella: "Verificate provenienza delle carni"

Barsaba Taglieri
Gennaio 4, 2020

L'animale in questione è stato trovato positivo alla trichinella. Il ritrovamento in agro di Oliena, seppure a poca distanza dal confine con Orgosolo, aggiorna la mappa sulla presenza della Trichinella in Sardegna che, fino a oggi, aveva riguardato solo cinghiali, maiali bradi o volpi rinvenuti in territorio di Orgosolo.

In particolare per i consumatori che vivono in Sardegna si prega di fare molta attenzione prima di comprare e usare la carne di cinghiale, anche se un minimo di attenzione è meglio che la facciano un pò tutti i consumatori di tutta Italia, non si può escludere che la carne possa essere stata commercializzata anche fuori dalla Sardegna.

Sono stati i veterinari della Regione a prelevare i campioni e a consegnarli all'Istituto zooprofilattico sperimentale (Izs) di Nuoro per le analisi. L'appello dell'IZS di Nuoro, in realtà, era rivolto sia ai consumatori che ai cacciatori. Ennio Bandino, responsabile dell'IZS di Nuoro, ha infatti ricordato che solamente grazie alla collaborazione con i cacciatori è possibile mettere al sicuro la salute dei cittadini e continuare a monitorare la presenza del parassita.

Con la Trichinella non si scherza. "Si tratta di un parassita molto pericoloso che, se non gestito con la giusta tempistica, può causare gravi problemi di salute alluomo e, in casi estremi, può portare al decesso".

Questo parassita è particolarmente pericoloso, in quanto attacca mammiferi, uccelli e rettili, in particolare carnivori e onnivori.

La Trichinellosi umana - precisa la Asl piemontese - non si trasmette da persona a persona ma la trasmissione avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne cruda o poco cotta.

La Trichinella provoca la trichinellosi, ovvero una malattia generata da vermi parassiti che inizialmente si localizza a livello di intestino per poi creare delle larve che si diffondono nei muscoli e successivamente si incistano. Il periodo di incubazione medio è di 8-15 giorni, ma varia da 5 a 45 giorni: molto dipende dal numero di parassiti ingeriti. La sintomatologia è caratterizzata da diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle palpebre superiori, fotofobia e febbre.

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