Africa, addio al Franco CFA, Macron annuncia una nuova moneta: l'ECO

Bruno Cirelli
Dicembre 25, 2019

Secondo gli accordi monetari finora in vigore, gli Stati WAEMU hanno l'obbligo di depositare almeno il 50% delle loro riserve valutarie presso la Banque de France in cambio di una garanzia di convertibilità con l'euro. L'iniziativa è stata annunciata dal presidente ivoriano, Alassane Ouattara, da Abidjan, insieme al presidente francese Emmanuel Macron in visita. Quella moneta veniva considerata da molti come una delle ultime scorie del colonialismo francese, tanto che Macron aveva espresso fin dal suo arrivo all'Eliseo la volontà di costruire una nuova relazione con i Paesi africani: l'addio al vecchio Cfa, il Franco della Comunità finanziaria, in favore dell'Eco, è un segnale importante in questo senso.

Il franco CFA scomparirà dal prossimo luglio. "Sono contento che l'ECO nascerà nel 2020, metterà fine a tutte le illazioni sul Franco CFA e a quello che era ancora percepito come un retaggio della 'Françafrique'" ha aggiunto. Dopo la svalutazione, 1 franco francese valeva 100 CFA e quando la valuta francese è entrata nella zona euro, il tasso fisso è diventato di 1 euro a 656 franchi CFA.

Nella città di Abuya in Nigeria si è svolto nei giorni scorsi il vertice dei capi di stato e di governo dei 15 paesi membri dell'ECOWAS (Economic Community of West African States) che sono: Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Costa d'Avorio, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo, con una popolazione totale di circa 385 milioni di abitanti.

Non cambia nulla, al momento, per Camerun, Ciad, Gabon, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Repubblica del Congo, che fanno parte del Cemac.

"La Francia - sosteneva intanto Di Battista - gestisce la sovranità di interi paesi impedendo la loro legittima indipendenza, la loro sovranità monetaria, fiscale, valutaria e la possibilità di fare politiche espansive".

Il franco CFA è nato nel 1945 e all'epoca significava "Colonie Francaises d'Afrique" (Colonie Francesi in Africa). In seguito a queste dichiarazioni, Parigi aveva convocato al Quai d'Orsay l'ambasciatrice Teresa Castaldo.

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