Corso Francia, Gaia e Camilla morte in un amen. La terribile testimonianza

Bruno Cirelli
Dicembre 24, 2019

La signora Von Freymann, mamma di una delle due sedicenni travolte ed uccise in Corso Francia (zona Ponte Milvio, Roma) sabato notte da Pietro Genovese, figlio del noto regista Paolo, ha lanciato un accorato appello per riavere gli effetti personali della figlia.

Sarà inviata entro oggi in procura a Roma dagli agenti della Polizia di Roma Capitale del Gruppo Parioli un'informativa dettagliata sull'incidente. Gli inquirenti stanno ancora cercando di ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto, ma sono già emersi nuovi dettagli. In ogni caso è stata sequestrata la sua auto del ragazzo così come il cellulare. Sul corpo sono state trovate altre fratture, ma non segni di trascinamento.il che farebbe supporre che le due ragazze, che sono morte sul colpo, non sarebbero state colpite da altre auto. Soccorse immediatamente dal conducente dell'auto, le due ragazze non ce l'hanno fatta.

T.O. era fermo al semaforo, ma dal lato opposto rispetto al ristorante T-Bone: "Non so perché ma lo sguardo mi è caduto proprio su quelle due ragazzine che all'improvviso - dice -, nonostante il semaforo fosse rosso per i pedoni, hanno cominciato a correre mano nella mano sotto la pioggia per attraversare la strada". "Siamo una famiglia distrutta è una tragedia immensa che ci porteremo dentro per sempre". Sul Messaggero, la sorella del giovane aggiunge che Pietro "non aveva bevuto, non aveva fumato, non era al telefono".

Un testimone dell'incidente avrebbe riferito agli inquirenti quando constatato dai suoi occhi: "Ho assistito all'incidente - ha detto il giovane -". La macchina sulla corsia centrale ha rallentato per far passare le ragazze che hanno attraversato correndo, mano nella mano, senza vedere se passavano altre macchine nella corsia di sinistra, quella vicina al guard rail. Non mi stancherò mai di ripetere parole, che spero non restino vuote, e ricordare ancora una volta di porre la massima attenzione quando ci si mette al volante, di non bere, di rispettare i limiti di velocità e di evitare tutte quelle condotte che possono mettere a repentaglio la propria vita e quella altrui.

Un amico delle vittime, invece, ha raccontato: "Le ho viste pochi minuti prima dell'incidente".

"Gaia e Camilla erano delle mie compagne di classe. Erano felici come si sta al primo giorno di vacanza". "Si volevano molto bene".

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