Patto per la salute, Speranza: Paese più unito e SSN più forte

Barsaba Taglieri
Dicembre 20, 2019

Lo ha spiegato a margine della Conferenza delle Regioni l'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato. "Questa approvazione del Patto per la Salute è un fatto positivo e rilevante, ma è anch'esso un punto di partenza per costruire una sanità più in grado di rispondere alle domande dei cittadini". Si è deciso così di introdurre due novità. Commissariamento che, si legge nel testo, "costituisce un rimedio ultimo dettato da circostanze eccezionali": dall'anno prossimo il Comitato dei Lea (i Livelli essenziali d'assistenza) effettuerà ogni anno un monitoraggio, e in caso di "gravi criticità in almeno due macro-livelli di assistenza", si legge nel Patto, il Comitato inviterà la Regione entro trenta giorni a presentare un piano di risoluzione ('Intervento di potenziamento dei Lea') "nell'ambito della sostenibilità economica del Servizio sanitario regionale interessato". Si tratta di un tassello fondamentale che consente di superare le lungaggini delle gare e il rischio di ricorsi che paralizzino le procedure sia per l'acquisto di macchinari sia per l'edilizia sanitaria, compresa la costruzione di ospedali. "Aspetto che dovrà essere necessariamente recuperato prima di dare attuazione all'intesa sul territorio".

L'assessore Gallera si sofferma inoltre sulle misure urgenti contenute nel Patto per Salute, che serviranno per arginare lo spopolamento delle corsie: "La possibilità di fornire una crescente autonomia agli specializzandi - sottolinea - garantirà ai giovani medici, già laureati, l'opportunità di esercitare la professione e svolgere mansioni molto utili per le dinamiche gestionali dei servizi ospedalieri". Proviamo ad investire con vigore: lo facciamo con 2 miliardi di euro in più quest'anno e 1,5 miliardi il prossimo.

La Presidente di Aiop, che rappresenta le strutture di diritto privato del SSN, precisa infine: "Siamo in un momento decisivo, nel quale sono stati approvati provvedimenti finalizzati a salvaguardare le principali e più nobili caratteristiche del nostro SSN: l'universalismo, in base al quale devono essere garantiti servizi uguali a tutti, e il pluralismo, che conferma la piena libertà di scelta del luogo di cura da parte del cittadino".

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