La Cina bandisce i computer esteri: è guerra tecnologica con Trump

Paterniano Del Favero
Dicembre 12, 2019

La direttiva rappresenterà probabilmente un duro colpo per le multinazionali statunitensi come HP, Dell e Microsoft, ed è una risposta alla decisione di Washington di limitare l'uso della tecnologia cinese.

Escludendo la Cina dal know-how occidentale, l'amministrazione Trump ha chiarito che la vera battaglia avrebbe riguardato quale dei due Paesi avrebbe ottenuto il vantaggio tecnologico per i prossimi due decenni. Pechino, nella ricostruzione del quotidiano della City, ha disposto che tutte le istituzioni pubbliche e gli uffici che fanno capo al governo eliminino computer e software stranieri. La notizia è del Financial Times, secondo un piano emanato dal Partito Comunista di Pechino per sostenere lo sviluppo delle tecnologie domestiche. Il 30% delle sostituzioni dovrebbe avvenire entro il prossimo anno, il 50% nel 2021 e il restante 20% nel 2022. Secondo gli analisti di China Securities, come riportato sul FT, la direttiva porterà a rimuovere e sostituire tra i 20 e i 30 milioni di pezzi di hardware in totale. A livello software, invece, l'impresa più dura sarà quella di rimpiazzare i sistemi operativi Office di Windows e MacOS di Apple, estremamente diffusi in tutto il mondo.

Il piano del Partito Comunista cinese prevede che la rimozione di software e computer stranieri avvenga gradualmente. La complessità dell'operazione di trasformazione della tecnologia degli uffici pubblici cinesi come "Usa-Free" è molto complessa vista soprattutto la scala del Paese.

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