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Ausiliatrice Cristiano
Dicembre 11, 2019

A perdere la vita furono Giovanni Arnoldi, commerciante di 42 anni, Giulio China, noto operatore agricolo di 57 anni, Pietro Dendena, commerciante di bestiame di 45 anni, Eugenio Corsini, rappresentante di lubrificante per macchinari agricoli, Carlo Gaiani, perito agrario di 57 anni, Calogero Galatioto di 77 anni, i pensionati Carlo Garavaglia e Paolo Gerli, Luigi Meloni, commerciante di 57 anni, Vittorio Mocchi, Gerolamo Papetti, agricoltore di Rho, aveva 78 anni, Mario Pasi, geometra di 50 anni, l'assicuratore Luigi Perego, di 74 anni, Oreste Sangalli, 49 anni, Angelo Scaglia 61, Carlo Silva, 71 anni, Attilio Valè, 52 anni.

A queste pietre ne è stata aggiunta una diciottesima, più grande, che sotto la data in cui esplose la bomba - 12 dicembre 1969 - e lo stemma del Comune di Milano riporta la scritta "ordigno collocato dal gruppo terroristico di estrema destra Ordine Nuovo".

È stata la vicesindaco Anna Scavuzzo, ieri pomeriggio, a scoprire la nuova installazione, insieme al presidente dell'Associazione familiari delle vittime, Carlo Arnoldi.

La posa delle formelle, ha detto Scavuzzo, "è un gesto che onora il ricordo di cittadini innocenti che avevano ognuno la propria storia e la propria unicità, un tributo della città al loro sacrificio". A nome di tutti i parenti delle 17 persone uccise dalla deflagrazione, Arnoldi ha aggiunto: "È una giornata molto importate". Per noi, ma soprattutto per i nostri morti, che sono stati sempre ricordati come dei numeri freddi.

In vista delle celebrazioni con una serie di importanti appuntamenti e manifestazioni a Milano (alla presenza tra gli altri del Capo dello Stato Sergio Mattarella), l'ultimo testimone di quella strage alla Banca dell'Agricoltura, Fortunato Zinni oggi 80enne, racconta ai micorfono della Rsi "Saprei rimettere millimetricamente al posto il buco dove era la bomba, la sedia miracolosamente intatta... c'erano cadaveri per terra, dappertutto sangue e poi c'era questo odore di mandorle amare che, per quanto mi riguarda personalmente, era un incubo mio di bambino, un incubo ancestrale, mi ricordavo la guerra". In città, intanto, prosegue il fitto programma di iniziative per commemorare quei giorni terribili di cinquant'anni fa.

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