Hong Kong, la marcia degli 800mila

Bruno Cirelli
Dicembre 9, 2019

Nuova domenica di proteste ad Hong Kong: decine di migliaia di persone sono scese in piazza nel corteo, partito da Victoria Park, promosso dal Civil Human Rights Front, gruppo che ha coinvolto nei mesi circa due milioni di manifestanti nella mobilitazione.

Un fiume di persone torna a scorrere - pacificamente - lungo le strade di Hong Kong. Durante la manifestazione, quindi, la polizia ha minacciato "azioni necessarie" se la folla non si disperderà.

L'iniziativa di oggi, che ha avuto a sorpresa il nulla osta della polizia, celebra i sei mesi delle proteste partite a giugno contro la legge sulle estradizioni in Cina e diventate poi l'occasione per sollecitare riforme democratiche, a partire dal suffragio universale. Il sovrintendente per il crimine organizzato, Li Kwai-wah, ha spiegato che per la prima volta è stata sequestrata un'arma da fuoco nei sei mesi di contestazioni, oltre a due giubbotti anti-proiettile, coltelli, spade, manganelli e spray urticanti in diversi locali nel centro della città.

Nella giornata di ieri, vigilia della marcia, Jimmy Sham, coordinatore del Civil Human Rights Front e neo consigliere distrettuale col successo straordinario del fronte pan-democratico alle elezioni locali del 24 novembre, ha invitato la polizia a esercitare moderazione e autocontrollo tenendo aperte le comunicazioni con il gruppo. Enorme l'affluenza, la polizia ha reso noto di aver arrestato poche ore prima della marcia 11 persone e sequestrato una pistola semiautomatica 6 mm.

L'attenzione è puntata su tre aspetti: il numero dei partecipanti, su cui si valuterà quanto sia ancora forte il movimento; il comportamento dell'ala radicale della protesta, con gli organizzatori che hanno lanciato appelli alla calma e la condotta della polizia, il cui nuovo capo Chris Tang è appena stato in visita a Pechino.

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