Cuore si ferma per 6 ore e poi riparte: miracolo in Spagna

Bruno Cirelli
Dicembre 8, 2019

È incredibile che sia ancora viva, più leggo e imparo cose su questa materia più mi sembra un miracolo il fatto di essere sopravvissuta.

"E' uno dei casi più eccezionali a livello mondiale", ha commentato incredulo il dottor Eduard Argudo ai media locali. Sono miracoli che si spingono "ai limiti della vita, che ancora non conosciamo". Andata in ipotermia, stato che le ha provocato un arresto cardiaco, Audrey è stata recuperata dai soccorritori e trasportata all'ospedale Vall d'Hebron di Barcellona. "Un caso eccezionale, unico al mondo, di sicuro senza precedenti documentati in Spagna".

La storia di Audrey Mash sta facendo molto discutere in Spagna: la donna, 34 anni, inglese da due anni residente a Barcellona per insegnare la sua lingua, il 7 novembre scorso si è persa durante un'escursione nei Pirenei, nelle vicinanze di Girona, insieme al marito Rohan Schoeman. Ora si è ripresa, sta bene e non ha riportato conseguenze neurologiche. Ad avere la peggio è stata Audret: piegata dal vento e dal freddo, intorno alle 13.00 di quello stesso giorno, prima ha cominciato a perdere la parola e la capacità di movimento, poi ha perso conoscenza, come raccontato poi dal marito. Quando sono arrivati i soccorsi Audrey aveva una temperatura corporea di 18 gradi e non aveva più segni di vita: il cuore non batteva, i polmoni erano inerti.

In una corsa contro il tempo, i sanitari hanno utilizzato la circolazione extracorporea (Ecmo), una tecnica che supporta le funzioni vitali aumentando l'ossigenazione del sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica, incrementando la gittata cardiaca e agendo sulla temperatura corporea.

Una volta tornata in sé, la donna ha confessato di non ricordare nulla dei lunghi momenti passati nel limbo tra la vita e la morte. Il suo cuore ha smesso di battere per sei ore ma poi, grazie all'intervento dei medici e alla loro costanza, la donna ha ripreso a respirare e il cuore è tornato a battere. Per le successive 24 ore alla donna è stata indotta una lieve ipotermia per minimizzare i possibili danni al cervello, poi è stata in terapia intensiva.

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