A Capodimonte le magnifiche opere di Calatrava

Ausiliatrice Cristiano
Dicembre 8, 2019

Dal 6 dicembre 2019 al 10 maggio 2020, la Regione Campania, in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, presenta la grande mostra Santiago Calatrava.

"Sono nato a Valencia - ha spiegato l'artista spagnolo - ma la luce che ha la mia terra è la stessa che ho visto a Napoli e mi ha incantato". Infine, le sculture composte di materiali molto diversi, dall'ebano al marmo bianco, dal rame dorato al granito nero. Per la prima volta a Napoli vengono esposte sei sculture in ferro ispirate ai guerrieri della facciata principale del tempio greco di Egina, oggi nella Glyptothek di Monaco.

"Non ho mai smesso di dipingere -afferma Calatrava- per me è importante lavorare sulla pittura, sulla scultura e sulla ceramica, non solo come discipline indipendenti ma come nutrimentoincessante per la mia architettura". Si capirà quanto il pensiero dell'artista si ispiri a forme della natura e sia quanto egli sia dotato di una sensibilità capace di trasformare la luce e lo spazio in forme pure. Ci sono i disegni, dipinti a pastello e carboncini in cui si ritrovano i suoi temi principali come gli alberi, i tori, il nudo femminile. Calatrava comincia giovanissimo a disegnare il corpo umano per esplorarne il senso e la dinamica del movimento. Io ho una profonda ammirazione per Napoli: ogni pietra in questa città ha almeno 3000 anni di storia. "Il punto di partenza dialcuni dei miei edifici e ponti è stato alimentato dalla ricerca formale generata dalla mia attività diartista, soprattutto di scultore".

Il Cellaio nel Real Bosco di Capodimonte, edificio di epoca borbonica utilizzato per la conservazione delle derrate alimentari, ospita la seconda sezione della mostra: oltre 50 opere in ceramica in ideale dialogo con l'antica produzione della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte, fondata da Carlo di Borbone nel 1743.

La mostra raccoglie opere ultra moderne e istallazioni che raffigurano l'uomo e rappresentano un ponte metaforico tra il 21esimo secolo e la Napoli della cultura ellenistica, schizzi di nuovi e vecchi progetti, ceramiche e acquerelli. L'uso dei colori è sempre attento, valorizza le forme scultoree approfondendo la ricerca pittorica. Questa chiave di lettura delle opere, narrate attraverso il lighting design, è forse la novità più importante della mostra ospitata a Capodimonte, con la quale l'architetto festeggia i suoi 40 anni di carriera.

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