La moglie muore di Sla, impegna la casa per aiutare la ricerca

Bruno Cirelli
Dicembre 6, 2019

Un gesto estremo ma che potrebbe salvare la vita di tante persone affette dalla Sla. Commercialista di Benevento destina i fondi al Centro di Novara, dove la moglie era in cura. Un caso incredibile che riguarda il Centro Sla dell'azienda ospedaliero-universitaria di Novara. "Quando, confrontandomi sulle possibili strategie terapeutiche, ho saputo di questa sperimentazione, mi sono messo a disposizione da subito attraverso la onlus che ho fondato a Benevento, la Get Out, che si occupa di sostenere la ricerca sulla Sla e le famiglie dei malati". "Ho solo garantito ai finanziatori statunitensi della ricerca", cui aderisce anche il Massachusetts General Hospital dell'Università di Harvard, "che la compartecipazione dell'Italia ci sarebbe stata".

"Non era una somma spropositata". "Cifre che per il sistema pubblico sarebbero bazzeccole, e forse per questo non vengono prese in considerazione". Non sono un eroe.

La vicenda è emersa durante un incontro al quale la Fondazione Bpn ha raccontato i particolari della ricerca.

Il progetto è finanziato con un milione di dollari da un'associazione statunitense, ma deve essere co-finanziato dal Centro Sla di Novara e il commercialista di Benevento ha voluto dare il suo contributo. Al momento, i lavori procedono soprattutto sulla biomolecola RNS60 (una soluzione fisiologica addizionata di nanobolle di ossigeno, si legge sul sito della Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotofica, che permette di modificare alcuni biomarcatori infiammatori e di neurodegenerazione), sulla cui efficacia, ha spiegato la Mazzini, "si saprà di più nei prossimi mesi", sebbene al momento sembra che i risultati sui pazienti siano positivi.

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