La Francia (si) ferma contro Macron, sciopero contro la riforma delle pensioni

Bruno Cirelli
Dicembre 6, 2019

La mobilitazione riguarda soprattutto il settore dei trasporti, con lo sciopero esteso fino alla giornata di lunedì.

Poche decine di black bloc, a causa dei cassonetti e delle biciclette dati alle fiamme, come anche un semaforo e le telecamere dei giornalisti sul campo, hanno avvelenato le imponenti manifestazioni contro la riforma delle pensioni proposta dal presidente Macron.

Le manifestazioni si sono svolte perlopiù pacificamente ma in alcuni casi ci sono stati momenti di tensione in seguito a scontri tra manifestanti e polizia. Schierati solo a Parigi 6mila agenti, chiusa la torre Eiffel, chi si è messo in macchina si è trovato intasato in ingorghi interminabili. Inoltre, come i sindacati, anche i partiti di opposizione vogliono cogliere l'occasione per tornare centrali nei movimenti di piazza dopo essere stati marginalizzati dai gilet gialli. Finora il governo ha solo confermato la volonta' di istituire un sistema pensionistico universale a punteggi, in sostituzione dei 42 regimi diversi per ogni settore di attivita'. Del resto, in Francia ogni riforma delle pensioni e' stata accompagnata da un vasto movimento di protesta e, memore della caduta del premier Alain Juppe' nel 1995 e del caos nel 2003, Macron e il suo governo finora non si sono sbilanciati sui dettagli.

Ma è proprio su questa riforma (previdenziale) che Macron si gioca la riuscita del mandato. Alcuni giovani vestiti di nero e con il volto coperto si stanno arrampicando sul monumento alla République, nel centro della piazza. Di fronte alla mobilitazione, Macron è "calmo e determinato a portare avanti la riforma, in ascolto e consultazione", ha fatto sapere l'Eliseo. Riformare il sistema, però, comporta togliere agevolazioni a molte categorie di lavoratori e alzare la loro età pensionabile, oltre a cambiare il modo in cui le pensioni vengono calcolate: il governo francese vorrebbe introdurre un sistema basato sugli effettivi contributi versati, mentre i regimi vigenti permettono a molti lavoratori di calcolare la pensione sulla base degli anni di contribuzione in cui hanno versato più soldi. L'esecutivo promette un sistema "più equo e leggibile", gli oppositori temono una "precarizzazione" dei pensionati.

Ma anche la potente CGT francese, il Sindacato più oltranzista annuncia che non farà passi indietro.

I cortei e i disordini sembrano espressione di una sfiducia generale nei confronti nel potere, che prescinde da questa o quella misura particolare, ancora sconosciuta.

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