Trump minaccia Francia e Italia: no digital tax o mettemo altri dazi

Bruno Cirelli
Dicembre 4, 2019

E mentre è in volo sull'Air Force One verso Londra, per partecipare al summit della Nato, sgancia la sua bomba: se la Francia va avanti con la digital tax che colpisce i big americani del web - da Google a Facebook passando per Amazon - verrà colpita a partire da gennaio con dazi fino al 100% su beni per un valore di 2,4 miliardi di dollari. "Penso che ciò che i Democratici hanno messo in scena sia molto antipatriottico", una cosa "cattiva per il nostro Paese".

L'amministrazione americana è impegnata "a contrastare il crescente protezionismo tra gli Stati membri dell'Unione europea che prende di mira ingiustamente le compagnie americane, sia con tasse sui servizi digitali e sia con altri tentativi rivolti contro le principali società digitali statunitensi", ha spiegato Lighthizer, citando la "Section 301", una misura approvata dal Congresso nel 1974 che consente all'amministrazione di varare misure commerciali di ritorsione contro Paesi stranieri.

Trump vedrà l'inquilino dell'Eliseo Emmanuel Macron nelle prossime ore, così come dovrebbe incontrare a margine del vertice di Londra il presidente del consiglio italiano Giuseppe Conte. L'indagine è arrivata alla conclusione che la web tax "discrimina le società statunitensi, è incoerente con i principi prevalenti della politica fiscale internazionale e rappresenta un onere insolitamente gravoso per le società colpite". Ma il monito riguarda anche l'Italia che nella legge di Bilancio per il 2020 ha previsto un'aliquota del 3% per i colossi del web.

La proposta di dazi punitivi contro la Francia sarà sottoposta a consultazione pubblica prima di entrare in vigore; intanto gli Stati Uniti stanno considerando di aprire un'inchiesta anche sulle web tax di Italia, Austria e Turchia. Si applicherà retroattivamente dal 1 gennaio 2019 e frutterà 400 milioni di euro solo per quest'anno. "Noi non rinunceremo mai alla nostra intenzione di tassare in modo giusto i giganti tecnologici", è la posizione del ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire.

Le autorità francesi hanno già preso contatto con la nuova Commissione europea per discutere di una possibile reazione di Bruxelles alle minacce dell'amministrazione Trump. Il portavoce ha annunciato anche la possibilità di un ricorso dell'Ue al Wto contro i nuovi dazi Usa approvati in seguito alla sentenza sul caso Airbus: la World trade organization ha autorizzato Washington a imporre dazi su prodotti Ue per quasi 8 miliardi di euro affermando che l'Ue non ha rispettato l'ordine di porre fine agli aiuti di stato di cui ha goduto il gigante dell'aviazione francese.

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