Nella lettura studenti italiani meno capaci dei coetanei stranieri

Bruno Cirelli
Dicembre 4, 2019

Campanello d'allarme anche nel campo delle Scienze dove gli studenti italiani ottengono in medio un risultato significativamente inferiore a quello dei coetanei dei Paesi Ocse (468 contro 489 punti), con le stesse differenze interne osservate nella lettura. Per la prima volta anche la Cina è rappresentata da 4 città e province: Pechino, Shanghai, lo Jiangsu e lo Zhejiang, che svettano in cima a tutte e tre le classifiche a distanze siderali dai Paesi occidentali (555 punti in lettura, 591 in matematica, 590 in scienze), seguite a ruota dalle altre tigri asiatiche. È questa una delle conclusioni riportate nel rapporto nazionale Ocse Pisa 2018 appena diffuso, a cui hanno partecipato ragazzi provenienti da 79 Paesi del mondo (di cui 37 Paesi Ocse) e tra cui anche 11.785 quindicenni italiani di 550 istituti diversi.

Nel report Ocse Pisa 2018 gli studenti italiani hanno ottenuto in lettura 476 punti, rispetto alla media Ocse di 487 punti, collocandosi tra il 23esimo e il 29esimo posto tra i Paesi Ocse insieme a Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele.

Le rilevazioni fatte nel 2018 dicono che solo un quindicenne su venti, in Italia, sa distinguere tra fatti e opinioni di un testo su argomenti a loro non familiari, mentre uno su quattro ha difficoltà negli aspetti di base della lettura. Anche la tipologia di scuola fa emergere differenze (nei licei 521 punti, nei professionali 395), mentre le ragazze superano i ragazzi di ben 25 punti.

Pisa, acronimo di Programme for International Student Assessment, è un'indagine internazionale promossa dall'Ocse, l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. L'Italia partecipa fin dal primo ciclo.

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