Moto, nuovo allarme per Stoner: sindrome da affaticamento cronico

Rufina Vignone
Dicembre 4, 2019

Come tutti ricorderanno, Casey Stoner aveva avuto un problema fisico del genere già nel lontano 2009: aveva interrotto la stagione di gare, era tornato in fretta in Australia, e dopo una prima fase di terapie e di indagini gli era stata diagnosticata una intolleranza al lattosio. "Non vado più in kart da più di un anno, non ho più l'energia per farlo" la sorprendente rivelazione di Stoner. "Se provassi a farlo per un giorno, resterei sul divano per una settimana". Non riesco a fare le cose che mi divertono ed è un po' frustrante. "Ho un problema abbastanza serio, perché le mie costole vanno fuori asse, ed essendo collegate alle vertebre mi causano anche dolore alla schiena".

Nuovo allarme per Casey Stoner: l'australiano ha rivelato al podcast Rusty's Garage di essere alle prese con la sindrome da affaticamento cronico, problema simile a quello riscontrato dieci anni fa quando fu costretto a saltare tre gare. E' una situazione che mette pressione sui dischi, facendo fuoriuscire un po' di liquido. Questo a sua volta mette pressione sul nervo e genera degli spasmi. "E ci vuole una settimana circa prima che le cose tornino alla normalità". Casey Stoner ha dimostrato di meritare tutto l'affetto di tanti appassionati italiani: ha portato in alto la Ducati nel 2007, ha vinto ancora con la Honda nel 2011, ha dato lezione di guida e anche se si è ritirato sette anni fa molti ancora sognano che possa cambiare idea e ci permetta di vedere la sua sfida con Marquez, che in MotoGP non ha mai incontrato. "Non abbiamo spinto o altro, ma per me è stato già abbastanza". Altrimenti devo stare fermo per una settimana, o almeno quattro o cinque giorni. "E questo rende la vita difficile anche a mia moglie Adriana".

Nel frattempo arrivò la sua decisione di rientrare in Ducati come tester d'eccezione e la sua ultima uscita in MotoGP risale al 2018, quando tornò a girare come collaudatore in sella alla Desmosedici nei test invernali in Malesia, dove seguì da vicino gli ufficiali Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo ma declinò l'offerta di fare da personal coach dello spagnolo da un anno a Borgo Panigale.

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