Hong Kong, Ambasciata Cinese contro Wong in Senato. E Di Maio risponde

Bruno Cirelli
Dicembre 2, 2019

Il governo della Cina, attraverso l'ambasciata cinese in Italia, ha definito "un grave errore e un comportamento irresponsabile" la decisione di alcuni parlamentari italiani di ospitare l'attivista di Hong Kong Joshua Wong, fra i leader delle proteste a favore della democrazia delle ultime settimane, in una videoconferenza al Senato.

Joshua Wong, il leader di fatto del fronte pro-democrazia di Hong Kong, sebbene egli non rivendichi alcuna leadership, e tutti gli attivisti che da molti mesi mettono in pericolo la loro incolumità per proteggere l'ex colonia britannica dalla morsa della Cina continentale, meritano il plauso e l'appoggio concreto del mondo libero. La vicenda del comunicato, sottolinea, "dimostra che la democrazia è la miglior soluzione per rafforzare l'autonomia di Hong Kong e difenderla dalle interferenze cinesi". A rispondergli è Joshua Wong, leader del secondo movimento degli ombrelli, intervenuto in videoconferenza con la Fondazione Feltrinelli di Milano per il ciclo di incontri Move On.

Il segretario generale di Demosisto di Hong Kong, Joshua Wong, ha pianificato e partecipato al caos, alle violenze e agli attacchi alla polizia; tutte azioni criminali che ne hanno determinato l'arresto e attualmente si trova in una condizione di libertà provvisoria in attesa del processo. "Isa era nella lista dell'Interpol, ma prese liberamente l'aereo, girava per Roma; quando però si trattò di entrare al Senato, fu avvicinato da agenti della Digos che gli impedirono di entrare". Basti pensare alle parole dell'esponente del Partito Democratico Andrea Romano, che ha condannato fermamente la repressione violenta delle manifestazioni, schierandosi accanto a chi si batte per una maggiore democrazia e una maggiore emancipazione dalla Cina. Sotto accusa anche Beppe Grillo che pochi giorni fa avrebbe cenato proprio con l'ambasciatore cinese in Italia, Li Junhua, come scrive Repubblica. Con l'esperienza e l'esempio di Hong Kong, anche l'Italia deve stare attenta a non dipendere troppo dagli interessi economici, e in particolare al progetto Belt and Road Inititative, la Via della Seta. "Bisogna contrastare un Paese, la Cina, che non ha mai rispettato i trattati internazionali". Impossibile dare torto a questo ragazzo.

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