Morte di Martina, colpo di scena: reato prescritto, Vanneschi in aula

Bruno Cirelli
Dicembre 1, 2019

Lo ha affermato Luigi Di Maio, il ministro degli Affari Esteri e leader del M5S, da tempo impegnato nella riforma della giustizia, in particolare per quanto riguarda la prescrizione. Il presidente della corte, Angela Annese, in apertura di udienza ha dichiarato prescritto uno dei due reati per i quali Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, giovani di Castiglion Fibocchi, sono stati condannati: la morte in conseguenza di altro reato. Il muretto che separava le due camere, un divisorio di circa un metro di altezza e quaranta centimetri di larghezza, secondo i legali della difesa, Stefano Buricchi e Tiberio Baroni, avvocati rispettivamente di Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, sarebbe stata, invece, la prova del suicidio della giovane perché - questa la tesi sostenuta durante tutto il dibattimento - poteva essere scavalcato con facilità, e se Martina fosse voluta scappare, avrebbe potuto farlo senza grosse difficoltà. Nel giudizio di primo grado il tribunale aveva inflitto ai due imputati una condanna a sei anni di carcere riconoscendoli colpevoli di morte come conseguenza di altro reato e tentata violenza di gruppo, e stabilendo quindi una pena di tre anni per ogni reato.

Il processo d'Appello fiorentino che vede imputati due ragazzi aretini e legato alla morte della studentessa genovese Martina Rossi è stato rinviato al 25 settembre 2020 (seconda udienza fissata il 5 ottobre).

"Martina è venuta a mancare all'affetto dei suoi genitori e dei suoi cari il 3 agosto 2011".

Il caso per la morte di Martina Rossi è ancora avvolto nel mistero: lei è precipitata dal balcone dell'Hotel a Palma de Maiorca.

La corte d'Appello di Firenze, però, qualche giorno fa ha dichiarato estinta l'accusa per il primo reato.

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