Estradato il "pirata" Lolli, arriva in Italia

Bruno Cirelli
Dicembre 1, 2019

Accogliendo la richiesta del pm Sergio Colaiocco, il gip definisce Lolli come soggetto "dall'elevatissima pericolosità che ha vissuto in Libia diversi anni figurando tra i comandanti del cartello islamista denominato Majlis Shura Thuwar, formazione jihadista controllata dall'organizzazione terroristica Ansar Al Sharia (affiliata ad Al Qaeda), molto attiva nel 2017 a Bengasi, fino al suo definitivo scioglimento avvenuto due anni fa, e con base operativa a Misurata".

Chi indaga è convinto che Lolli, assieme ad altre persone (tre sono indagate) abbia messo a disposizione la propria esperienza marittima, e almeno due mezzi navali fatti venire dall'Italia, nella formazione e organizzazione delle truppe del 'Majlis Shura Thuwar Benghazi'. 2292 (2016) del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e in accordo al mandato dell'operazione, il Ros sottolinea che è stato trovato e sequestrato "un ingente quantitativo di armi da guerra, inclusi lanciarazzi e mine anticarro". Il rimpatrio di Lolli, portato nel carcere di Regina Coeli, è stato organizzato dagli 007 dell'Aise che hanno curato i rapporti con le autorità libiche nelle varie fasi, mentre ad eseguire la misura cautelare sono stati i Carabinieri del Ros. Lolli aveva effettuato analoga operazione in precedenza con un'altra imbarcazione, anche questa proveniente dall'Italia, la "Leon", ridenominata "Buka El Areibi". Lo scrive il gip di Roma, Cinzia Parasporo, nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di Giulio Lolli, il 54enne italiano accusato di associazione a delinquere con finalità di terrorismo internazionale e traffico di armi. L'uomo è stato estradato oggi dalla Libia, dove risiedeva dal 2010, ed è rientrato in Italia.

Dalla denuncia della proprietaria di uno degli yacht acquistati da Lolli, era partita l'indagine dei carabinieri di Rimini, coordinati dal sostituto procuratore Davide Ercolani. Gli inquirenti avevano così scoperto che le costose imbarcazioni venivano vendute due volte. "Tra i clienti di Giulio Lolli vi erano imprenditori e commercianti di altissimo livello e finanche Flavio Carboni (condannato nel marzo 2018 per la questione legata alla loggia massonica P3)".

Dopo aver raggiunto la Libia con l'aiuto di amicizie influenti, Lolli era stato arrestato in un lussuoso hotel di Tripoli dove si trovava in compagnia di una ragazza.

"Nel frattempo il personale dell'Arma di Rimini e della Capitaneria di Porto, recuperavano in giro per l'Italia e all'estero, Yacht (Bertram, Aicon, Azimut, Galeon), autovetture (Ferrari, Lamborghini, Maserati), orologi (Cartier, Patek Philippe), vari gioielli, quadri antichi e danaro, per un valore stimabile intorno ai trecento milioni di euro", sottolineano i carabinieri.

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