TikTok, adolescente statunitense raggira la censura e fa rivelazioni shock

Bruno Cirelli
Novembre 30, 2019

Trentaquattro secondi di vera e propria denuncia, che dopo essere stati visualizzati da 1,4 milioni di utenti e aver ricevuto quasi 500mila like, è sparito nel nulla. Una misura che la ragazza riconduce alla sua presa di posizione in difesa della minoranza musulmana cinese. "Ho fatto così, in modo che TikTok non mi censuri i video", ha spiegato la ragazza.

Durante il video Aziz finge di fare un tutorial su come piegare le ciglia, posizionando strategicamente la mano davanti alla bocca per impedire agli algoritmi di analisi video di leggere il labiale e individuare delle parole chiave che ne avrebbero immediatamente causato l'eliminazione. La clip ha iniziato a fare il giro del web, anche fuori dalla piattaforma dedicata alla condivisione di video; così, in tutta risposta, TikTok ha temporaneamente bannato l'account dell'adolescente che ha creato la clip.

TikTok si è pubblicamente scusata per aver sospeso l'account di un'adolescente che aveva pubblicato un video in cui chiedeva agli spettatori indagare sulla persecuzione degli Uiguri ed altri gruppi musulmani nello Xinjiang. Ma poi, sempre con il piegaciglia in mano, continua: "Poi lo mettete giù e usate il vostro telefono, proprio quello che state usando ora, e cercate di capire cosa sta succedendo in Cina nei campi di concentramento dei musulmani". Hanno messo su dei campi di concentramento dove spediscono i Musulmani, li separano dalle famiglie, li rapiscono, li stuprano, li costringono a mangiare maiale, li uccidono. "Le persone non escono vive da questi campi di concentramento". TikTok ha bloccato il suo account per un mese, mentre Bytedance, titolare del social media, ha sostenuto che Aziz aveva usato un altro account per condividere un video di Osama bin Laden violando la policy sui contenuti terroristici.

Questa storia è stata riportata da Repubblica. Altri giovani hanno poi condiviso il tutorial su altri social network, aumentandone la diffusione.

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