Mes, Borghi (Lega): gravissimo Gualtieri, Conte riferisca subito

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 30, 2019

A giugno Conte ha dato l'ok italiano alla riforma del Mes accreditando la sua persona al cospetto della tecnocrazia europea e contro l'interesse nazionale. Vogliamo che Conte riferisca subito in parlamento.

È il leghista Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio a Montecitorio, a lanciare il j'accuse. Testo, beninteso, che è frutto di una lunga trattativa cominciata quando a Palazzo Chigi c'era come ora Giuseppe Conte ma con alleati diversi: la Lega al posto del Pd. "Se così fosse, saremmo davanti a infedeltà in affari di Stato, è un reato". E ancora: "Il Parlamento è stato completamente scavalcato".

Il Parlamento impegnava il Governo "a render note alle Camere le proposte di modifica al Trattato Esm (European stability mechanism, il Mes), elaborate in sede europea, al fine di consentire al Parlamento di esprimersi con un atto di indirizzo e, conseguentemente, a sospendere ogni determinazione definitiva finché il Parlamento non si sia pronunciato" e a "non approvare modifiche che prevedano condizionalità". Se non arriva, lo porteremo in Tribunale.

Ma secondo Borghi "quanto detto da Gualtieri sul Mes è gravissimo ed evidenzia comportamenti che potrebbero anche configurare eversione".

Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un'audizione in parlamento ha detto che le preoccupazioni in merito sono "del tutto infondate", precisando che il testo di riforma "non è firmato" e che "le polemiche sono pretestuose". "Questo riferimento alla logica di pacchetto è stato inserito su richiesta dell'Italia e a sua volta riflette la richiesta del Parlamento di riservarsi di esprimere la valutazione finale sulla base di tutti gli elementi del suddetto pacchetto".

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