L'Europarlamento dichiara l'emergenza climatica: "Emissioni zero entro il 2050"

Bruno Cirelli
Novembre 30, 2019

Gongola Greta Thunberg, che ha appreso la notizia nel mezzo dell'Oceano: 16 giorni fa la ragazzina svedese è salpata dagli Usa per tornare in Europa in barca a vela in tempo per il summit Onu di Madrid: "La notizia mi ha colpito: non possiamo risolvere la crisi climatica senza trattarla come tale, speriamo ora in azioni drastiche". L'annuncio segue di poche ore alle dichiarazioni di intenti del neo-capo della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che nel suo discorso di insediamento aveva largamente parlato di politiche più a favore dell'ambiente in ambito UE.

Limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5° garantendo proposte legislative e bilanci pertinenti.

Due le nuove risoluzioni sul clima approvate da Strasburgo: in una sulla prossima CoP 25 in programma a Madrid da lunedì 2 al 13 dicembre, il Parlamento europeo, oltre a invocare i target citati, si scaglia contro i sussidi alle fossili e invita gli Stati membri "a integrare con urgenza, nei rispettivi progetti definitivi di Pniec, politiche e misure concrete volte a eliminare tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 2020".

Un focus sul trasporto aereo e marittimo - Nell'emiciclo si sottolinea che le ambizioni attuali del trasporto aereo e marittimo non sono all'altezza delle necessarie riduzioni delle emission e si chiede inoltre alla Commissione di proporre l'inclusione del settore marittimo nel Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS). Il testo è passato con 429 voti a favore, 225 contrati e 19 astensioni.

Maggiore sostegno finanziario per la lotta ai cambiamenti climatici - Il Parlamento ritiene che Paesi UE dovrebbero quantomeno raddoppiare i loro contributi al Fondo verde internazionale per il clima. Nel "Green New Deal" comunitario il Parlamento UE si aspetta di trovare anche un riferimento chiaro al taglio delle emissioni di gas serra (-55% entro il 2030). Gli impegni dei paesi sviluppati, infatti, non raggiungono l'obiettivo collettivo di 100 miliardi di dollari all'anno a partire dal 2020.

Sono invece stati 430 i sì, 190 no e 34 le astensioni della seconda risoluzione, quella sulla COP25. Diversi paesi, amministrazioni locali e scienziati hanno dichiarato che il nostro pianeta sta affrontando un'emergenza climatica.

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