Gualtieri: "È comico dire che il Mes minacci la stabilità dell'Italia"

Bruno Cirelli
Novembre 30, 2019

Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione sulla riforma del Mes davanti alle commissioni Finanze e politiche Ue al Senato.

Sondaggio: sei favorevole alla riforma del MES?

Matteo Salvini ha già sfidato il presidente del Consiglio Conte a un dibattito televisivo sul tema: ma, per ora, si è candidato Gualtieri.

Con l'ammissione del ministro Gualtieri che il Mes, meccanismo europeo di stabilità, è ormai riformato e non cambiabile abbiamo la confessione che il governo ha tradito un preciso mandato del Parlamento italiano, concludendo un trattato per il quale il Parlamento aveva chiaramente richiesto di essere informato e di deliberare sulla materia stessa. "Io ho dei dubbi che un clamoroso stop del governo per riaprire i termini di un negoziato chiuso possa giovare dal punto di vista degli interessi nazionali, ma il Parlamento valuterà sovranamente come sempre".

Con l'introduzione del backstop, il Mes potrà finanziare fino a 55 miliardi il Fondo di risoluzione unico, che serve ad aiutare gli istituti finanziari in difficoltà. "Le preoccupazioni sono del tutto infondate oppure basate su informazioni non precise e corrette". E scenderemo in piazza: "il 9 dicembre saremo a Bruxelles per ribadire ai burocrati europei che la riforma del Mes è inaccettabile e che c'è un'Italia libera e sovrana che non intende piegarsi ai loro diktat".

Da quando è stato istituito, quello che è stato anche ribattezzato il Fondo Salva-Stati ha finora soccorso Portogallo, Irlanda, Cipro e Grecia, che hanno usufruito dei prestiti del MES per stabilizzare la propria situazione. Insomma, la riforma del Mes "non cambia nulla di sostanziale".

"Il dibattito era: 'Lo teniamo come adesso, dove la ristrutturazione del debito è richiesta in casi eccezionali e va gestita con grande attenzione, o deve diventare condizione automatica?". I Titoli di Stato in caso potrebbero di conseguenza valere di meno.

Perplessità ci sono anche riguardo ai criteri per poter accedere al fondo, visto che i parametri del deficit inferiore al 3% da almeno due anni e il rapporto debito/PIL sotto il 60% sarebbero difficili da poter essere raggiunti. Il premier Giuseppe Conte ha nei fatti approvato un testo definitivo e inemendabile senza informare il Parlamento.

Non è tardato, però, ad arrivare il provvedimento di Roberto Fico: il presidente della Camera ha infatti immediatamente sospeso i lavori d'Aula. Ma sembrava un ring di boxeur: la discussione è un po' tracimata, gli animi si sono scaldati e giù botte con un deputato che si è messo a brandire perfino una sedia contro gli avversari.

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE