Droga: anche Diabolik indagato

Bruno Cirelli
Novembre 30, 2019

Maxi operazione contro pusher e narcotraffico.

Questi ultimi rappresentano gli acquirenti all'ingrosso che, a loro volta, sono i referenti/responsabili di sotto-gruppi criminali che riforniscono le diverse "piazze" di spaccio di quartiere, esercitando il business della droga sull'intero territorio della Capitale (con basi a Nord nel quartiere Bufalotta, a Est nei quartieri San Basilio, Colli Aniene, Tor Bella Monaca e Borghesiana, a Sud nei quartieri Tuscolano e Romanina, a Ovest nei quartieri Ostia e Primavalle) e nelle zone limitrofe (comuni di Frascati, Ardea e Artena), secondo una vera e propria logica imprenditoriale di divisione dei compiti. L'organizzazione di narcotrafficanti, alla quale è contestata l'aggravante del metodo mafioso, era guidata da Fabrizio Piscitelli, il capo ultrà della Lazio ucciso a Roma il 7 agosto scorso.

E al vertice dell'organizzazione, insieme a Fabrizio Fabietti, c'era proprio Fabrizio Piscitelli, che grazie anche a amicizie importanti come quella di Michele Senese, detto "o'pazzo", uno dei boss della malavita romana. Almeno fino all'omicidio di Diabolik, che per tutti deve essere stato una specie di campanello d'allarme che però, malgrado tutto, non ha portato a un ridimensionamento del gruppo.

"Li massacriamo tutti" e "vabbè spariamogli, che dobbiamo fare" alcune delle frasi intercettate che dimostrano quanto la violenza esercitata fosse il modo per controllare le piazze. "Oh, gli ho preparato una macchina". Ossia non intercettabili dagli attuali sistema in uso alle forze di polizia. Tra gli arrestati, anche esponenti del mondo ultras laziale.

Gli stupefacenti. Trovati "dodici kg di sostanza stupefacente del tipo cocaina, di cui sei chili contraddistinti dal marchio "scorpione", nascosti "nei locali di una società di logistica", emerge ancora dall'ordinanza". Dalle indagini è emerso che il 18 settembre 2018 il gruppo aveva la disponibilità di 407 kg di hashish che venne sequestrato dal Gico, circostanza che "ha provocato una certa agitazione tra gli indagati, d'accordo nel ritenere necessario avvisare dell'accaduto Panichelli che stava all'estero".

L'indagine ha permesso il sequestro complessivo di 250 chili di cocaina e 4.250 chili di hashish, per un valore complessivo stimato al dettaglio di circa 120 milioni di euro. Un anno e quattro mesi più tardi è stato ammazzato con un colpo di pistola alla nuca, e secondo la ricostruzione del procuratore aggiunto Michele Prestipino e del sostituto procuratore Nadia Plastina, l'esecuzione di Diabolik è la dimostrazione di un "prestigio criminale" accresciuto e riconosciuto a Roma, che lo faceva sentire troppo convinto di sé, al punto di commettere imprudenze che suscitavano timori nei suoi stessi amici.

"Per l'approvvigionamento di droga sono coinvolti soggetti in contatto con clan di 'ndrangheta". Soggetti che controllano la rete dei grandi grossisti. "C'erano soggetti che gli erano più vicini e altri che svolgevano attività di garanzia". Questa operazione ci permette di squarciare il velo rispetto al traffico di stupefacenti sulla piazza di Roma.

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