Colossi del web in ascesa, pagati al fisco 64 mln di euro

Paterniano Del Favero
Novembre 30, 2019

Nel dettaglio, Microsoft ha pagato 16,5 milioni, Amazon 6 milioni, Google 4,7 milioni, Oracle 3,2 milioni, Facebook 1,7 milioni, Uber 153 mila euro e Alibaba solo 20 mila euro.

Eppure, parallelamente, i guadagni non sono mancati: nel 2018 il fatturato complessivo dei primi 25 gruppi ha toccato quota 850 miliardi di euro, con una crescita del 24% sul 2017 e del 109% rispetto al 2014. Il rapporto evidenzia inoltre che nel periodo 2014-2018 la tassazione in Paesi a fiscalità agevolata ha determinato per Apple un risparmio fiscale cumulato che sfiora i 25 miliardi. "È fondamentalmente errato equiparare tutte le aziende digitali senza tenere in considerazione le differenze dei business in cui operiamo: l'imposta sulle società si basa sui profitti, non sui ricavi, e i nostri profitti sono rimasti bassi sia perché il retail è un business con margini ridotti sia per i continui, forti investimenti di Amazon in Italia che, dal 2010, ammontano a oltre 1,6 miliardi di euro". A queste somme, si aggiungono i 12,5 milioni di Apple, non inclusa nel campione.

I dati sono contenuti nell'ultimo report di Mediobanca, secondo cui a livello globale le 25 maggiori compagnie con fatturato superiore a 8 miliardi di euro hanno risparmiato oltre 49 miliardi di tasse, spostando circa il 50% degli utili in Paesi con regimi fiscali più favorevoli. La tassazione in Paesi a fiscalità agevolata combinata alla riforma fiscale Usa, e ai crediti d'imposta sulle spese in ricerca, ha fatto sì che nel 2018 il tax rate effettivo delle multinazionali WebSoft risultasse pari al 14,1%, ben al di sotto di quello ufficiale del 22,5%.

I giganti del web continuano a pagare poche tasse in Italia e nel 2018, a fronte di fatturati miliardari, hanno versato con le filiali italiane al fisco 64 milioni di euro, contro 59 milioni nel 2017, pari al 2,7% del fatturato, dal 2,9% nel 2017, e hanno pagato, a seguito di accordi con le autorità fiscali italiane, sanzioni per un totale di 39 milioni, a fronte di 73 milioni nel 2017. I dipendenti sono quasi raddoppiati (+91,6%) e hanno raggiunto quota 2 milioni in cinque anni: solo Amazon conta globalmente 647 mila impiegati. A metà novembre 2019 i colossi del WebSoft capitalizzavano 5.065 miliardi e il podio di Borsa era così rappresentato: Microsoft-Alphabet-Amazon.

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