Poste, istruttoria Antitrust per pratica scorretta

Paterniano Del Favero
Novembre 29, 2019

Il servizio di recapito di Poste Italiane, specialmente delle raccomandate, è nel mirino dell'Antitrust che ha annunciato l'apertura di un'istruttoria nei confronti dell'azienda per la violazione del Codice del Consumo. I clienti sarebbero infatti indotti "ad acquistare un servizio pubblicizzato da claim" che evidenziano delle caratteristiche che, però, non vengono rispettate.

Se l'Antitrust dovesse accertare illeciti, Poste sarà chiamata a rimborsare i clienti coinvolti nella pratica commerciale scorretta per i danni economici subiti.

In pratica l'Autorità intende chiarire se i postini incaricati provino realmente a consegnare la raccomandata e se sia pratica diffusa quella di lasciare gli avvisi di giacenza senza aver suonato al citofono ed essersi accertati della presenza del destinatario.

Riguardo al recapito della corrispondenza, il Garante sottolinea ancora che "l'avviso di giacenza del plico raccomandato viene spesso depositato nella cassetta postale del destinatario dell'invio senza previo accertamento della presenza o meno del medesimo al proprio domicilio".

Per questi aspetti di tutela del consumatore, la massima sanzione staccabile da Antitrust arriva a 5 milioni di euro. Per accertare tutto questo oggi l'inchiesta ha fatto i suoi primi passi con una ispezione dei funzionari dell'Autorità nelle sedi della società interessata con l'ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

L'Unione Nazionale Consumatori ha accolto la notizia, facendo appello affinché "si faccia luce sul servizio delle raccomandate, decisamente troppo caro e poco efficiente". Costringendo quindi il destinatario che voglia entrare in possesso del plico ad esperire procedure alternative previste da Poste, con uno slittamento dei tempi di consegna e un dispendio di tempo ed energie che non sarebbe necessario qualora il tentativo di consegna venisse realmente effettuato. Secondo l'Antitrust, il Gruppo avrebbe infatti veicolato messaggi ingannevoli sulle condizioni economiche e di utilizzo del Ritiro digitale, ovvero il servizio alternativo alla consegna fisica delle raccomandate.

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