L'attaccante della Juve femminile lascia l'Italia: "Trattata come Pablo Escobar"

Rufina Vignone
Novembre 29, 2019

Sono stanca di entrare nei negozi e avere la sensazione che il titolare si aspetti che io rubi qualcosa. "A volte Torino sembra un paio di decenni indietro nei confronti dei differenti tipi di persona". A volte quando atterri a Torino ti fanno annusare dai cani anti-droga come trattandoti come se fossi Pablo Escobar. "Ma il tema in Italia e nel calcio italiano c'è ed è la risposta a questo che veramente mi preoccupa, dai presidenti ai tifosi del calcio maschile che lo vedono come parte della cultura del tifo".

La giocatrice invita la società, per continuare ad attrarre i talenti dell'Europa dall'Italia, a "farli sentire a casa". Questa, ha concluso, "è una parte importante di un progetto a lungo termine".

Spazio in prima pagina su Tuttosport allo sfogo dell'ormai ex attaccante della Juventus Women Eniola Aluko scritta in un articolo su The Guardian, quotidiano britannico con cui collabora.

"A Torino trattata come una ladra". Poi Chiara Appendino passa al contrattacco: "La storia di Torino è una storia di porte aperte, non chiuse", dice la sindaca di Torino, rispondendo alle accuse della calciatrice britannica.

Pesano perché oggi, purtroppo, nel nostro Paese episodi di discriminazione sono tornati a diffondersi.

La Aluko nell'ultima stagione ha conquistato campionato, Coppa Italia e Supercoppa segnando 14 reti in 22 presenze. "Studiati sempre troppo poco".

La SSC Napoli, attraverso il suo sito, ha parlato del problema razzismo negli stadi italiani, evidenziando: "Dobbiamo riconoscere che abbiamo un serio problema con il razzismo negli stadi italiani e che non l'abbiamo combattuto a sufficienza nel corso di questi anni".

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