Antibiotici. L’Italia batte il record europeo con 10mila decessi l’anno da antibiotico-resistenza

Barsaba Taglieri
Novembre 22, 2019

Resistenza agli antibiotici che ha fatto discutere anche in relazione ai recenti casi di batterio New Delhi, che nella sola Toscana si sospetta responsabile per oltre 40 morti (a fronte di almeno 129 casi finora accertati).

Sono questi i dati aggiornati, pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità in occasione della European Antibiotic Awareness Day (18 novembre 2019) e della World Antibiotic Awareness Week (18-24 novembre 2019) dalla Sorveglianza nazionale dell'antibiotico-resistenza (AR-ISS) e dallaSorveglianza delle CPE,coordinate dall'ISS. Pur nell'ambito di un leggero calo delle infezioni resistenti, infatti, in Italia, come si può leggere sul sito dell'Istituto superiore della sanità (www.iss.it), nel 2018 le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli otto patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantengono più alte rispetto alla media europea. Sono 10mila i decessi ogni anno in Italia, per l'uso scorretto degli antibiotici. Non assumere antibiotici per curare infezioni virali come il raffreddore o l'influenza, perché gli antibiotici non curano i virus; non curarti con antibiotici rimasti inutilizzati da precedenti terapie e chiedi al tuo medico o al farmacista come smaltire gli antibiotici non utilizzati o scaduti; non acquistare antibiotici in farmacia senza una prescrizione medica; non utilizzare antibiotici per conto tuo e prendi gli antibiotici solo se prescritti dal medico, alla dose e per la durata che ti ha indicato.

L'Italia è prima in Europa per numero di morti a causa dei cosiddetti superbatteri. Solo nel gruppo trattato con Sorbact® non è stato necessario somministrare antibiotici. "I batteri reagiscono alle molecole degli antibiotici, si difendono, si adattano e possono sviluppare resistenze sempre più articolate e specializzate e quindi più difficili da contrastare".

"Gli antibiotici sono farmaci salvavita e la loro scoperta è tra i più importanti progressi del XX secolo". Tra queste, c'è anche un nuovo dispositivo creato da James Covington della Warwick University che, proprio come un etilometro nasale, prevede che il paziente soffi in un tubo per analizzare il campione e individuare poi i batteri. Parallelamente all'utilizzo degli antibiotici si è però manifestata la resistenza batterica, che oggi è un problema a livello mondiale. "I dati dimostrano che c'è margine per aumentare la consapevolezza dei professionisti sull'importanza del tema delle resistenze batteriche e del corretto impiego degli antibiotici".

Il dispositivo di Covington non è ancora sul mercato.

"Abbiamo riscontrato grandi differenze in funzione del Paese di origine e della professione", spiega l'agenzia dell'Unione europea che ha promosso l'iniziativa ed ha pubblicato i risultati lunedì 18 novembre a Stoccolma, in Svezia. Ma quando lo sarà, potrebbe davvero fare la differenza.

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