Ue, via libera alla Manovra 2020: rischi sul debito

Bruno Cirelli
Novembre 20, 2019

In quel momento, il giudizio sarà più compiuto: avremo infatti non solo i dati previsionali e di stima, come adesso, ma i dati definitivi sul 2019 e le prime notizie su come la legge di Bilancio 2020 starà andando. La Commissione europea, assieme al Parlamento ed al Consiglio hanno approvato il budget per l'anno venturo, che ripartisce le risorse fra le priorità dell'agenda economico-politica: cambiamento climatico, lavoro giovani, sicurezza e misure per la solidarietà. Come per altri paesi, come Spagna e Francia, la Commissione ha sottolineato il non rispetto "dei benchmark" sulla riduzione del debito, che non verrà effettuata nei prossimi anni, sicuramente non nel 2020 e che è stata prevista per il 2022, anno in cui terminerà Quota 100, che costa molto sul Bilancio dello Stato. Indirizzerà le risorse verso i reali bisogni del'UE, contribuendo a creare posti di lavoro, affrontare i cambiamenti climatici e sfruttare gli investimenti in tutta l'Europa, investirà nei giovani e nel rendere l'Europa più sicura.

E proprio quello italiano è apparso sul filo del rasoio, con una legge di bilancio 2020 che, per evitare l'aumento dell'Iva e per non introdurre (troppe) nuove tasse e microtasse, ha finanziato il fabbisogno con oltre 20 miliardi di deficit. "Ora dovremmo concentrarci su un'adozione tempestiva del prossimo bilancio a lungo termine in modo da poter fornire certezza e stabilità ai nostri beneficiari e continuare a creare un valore aggiunto Ue per tutti". Erasmus + riceverà 2,9 miliardi (+3,6%) per sostenere gli scambi di giovani. Ad esempio, il programma Life per l'ambiente e i cambiamenti climatici riceverà 589,6 milioni di euro (+ 5,6% rispetto al 2019).

Eurojust riceverà ulteriori 3,7 milioni di euro.

La Commissione europea presenta un progetto di bilancio dell'UE per l'anno successivo generalmente alla fine della primavera di ogni anno.

Le differenze tra le posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio sono affrontate in un processo di negoziazione chiamato "procedura di conciliazione". Il Consiglio dovrebbe approvare il bilancio UE il 25 novembre, mentre la votazione al Parlamento europeo è prevista per il 27 novembre. Si calcola inoltre che tra il 2019 e il 2020 il numero degli stati membri la cui finanziaria sia sopra o in linea con i requisiti europei possa passare da sei a nove.

Non è stata soltanto la finanziaria italiana a suscitare le perplessità della Commissione europea. Da allora, la Commissione ha collaborato con le Presidenze di turno del Consiglio e in stretta collaborazione con il Parlamento europeo per portare avanti i negoziati per raggiungere un accordo tempestivo.

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