Musica: Guccini, le mie Note di viaggio oltre Lavvelenata

Ausiliatrice Cristiano
Novembre 17, 2019

"Non sono mica Charles Aznavour che a novant'anni saltellava sul palco". Il 'Maestrone' e il produttore discografico hanno unito le forze per 'Note di viaggio - capitolo 1: venite avanti...

"Davvero ho scritto più di 200 canzoni?" ironizza Guccini. Tra le canzoni che sono finite nella scaletta di "Note di viaggio", del quale ci sarà anche un capitolo secondo previsto per il prossimo anno e sul quale Pagani è già al lavoro, c'è anche l'inedito "Natale a Pavana" cantato dallo stesso Guccini utilizzando direttamente il dialetto pavanese. Della sua vita privata sappiamo che è stato sposato due volte; dal 1971 al 1977 è stato legato a Roberta Baccilleri e dal 2011 si è sposato con Raffaella Zuccari, donna conosciuta quindici anni prima dalla quale ha avuto una figlia, Teresa. Con questo brano non solo ritorno dove ho cominciato ma penso anche a un Natale come occasione di festa. Quando è apparsa nei pressi di via Paolo Fabbri lo scorso ottobre a Bologna, i passanti erano increduli e meravigliati: "speriamo che vada a finire bene". Un'immagine forte, che ragiona su un tema di stretta attualità. Ad interpretare dodici brani del repertorio del cantautore, si è prestata una lunga lista di nomi noti della musica italiana, da Giuliano Sangiorgi ('Stelle') a Malika Ayane ('Canzone quasi d'amore'), passando per Ligabue (Incontro'), Elisa ('Auschwitz'), Samuele Bersani e Luca Carboni ('Canzone delle osterie di Fuori Porta'), Manuel Agnelli ('L'avvelenata'), Carmen Consoli ('Scirocco'), Nina Zilli ('Tango per due'), Brunori Sas ('Vorrei') e Margherita Vicario ('Noi non ci saremo'). "Ho scelto 3-4 brani per ognuno ma poi gli artisti si sono comportati in modo diverso". "È stato bellissimo constatare quanto affetto e amore ci sia da parte del mondo della musica e della canzone italiana nei confronti di Francesco". "Oltre a 'L'avvelenata' ho scritto tanto altro". "E a proposito di canzoni, non ne ho scritte per qualcuno in particolare, ma se i Beatles o i Rolling Stones avessero cantato "L'avvelenata" mi avrebbe fatto piacere, perché la canzone è magia, un fenomeno continuamente migrante, è un riflesso di luce su una superficie, non sta ferma, si allarga, viaggia, conquista territori, persone con trame che sfuggono". E in questo la presenza di Mauro Pagani è stata fondamentale. "L'operazione più interessante è stata far sì che per ogni interprete il brano sembrasse tagliato addosso". Non sono più capace neanche di suonare la chitarra. Chissà dove le ho imparate. "Preferisco dedicarmi alla scrittura, quello del resto sognavo di fare da ragazzo". La passione per la musica, Guccini, non l'ha di certo ereditata in famiglia, dal momento che il papà era un impiegato delle poste mentre la mamma casalinga.

Quella che è stata presentata oggi, giovedì 14 novembre, a Milano non è una semplice raccolta delle canzoni più belle di Francesco Guccini.

Tanti gli artisti che hanno aderito con entusiasmo al progetto, che non vuole essere celebrativo, ma guarda al futuro attraverso le canzoni del Maestro. "Una sera ho fatto "L'avvelenata" a rap e ho smesso dopo la terza strofa, perché è difficile adattare una mia canzone a questo genere".

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