Bolivia, guerriglia tra polizia e sostenitori di Morales: 8 morti

Bruno Cirelli
Novembre 17, 2019

Otto persone uccise e molte ferite negli scontri in Bolivia tra la folla di manifestanti e la polizia. E' quanto ha riferito il direttore dell'ospedale cittadino Guadalberto Lara. Migliaia di attivisti, in gran parte indigeni, si erano radunati a Sacaba fin dal mattino, manifestando pacificamente. Gli scontri sono scoppiati quando un folto gruppo di manifestanti hanno tentato di attraversare un checkpoint militare vicino a Cochabamba, dove sostenitori e avversari di Morales si sono affrontati per settimane.

La Cidh ha spiegato che l'alto numero di vittime è frutto della "repressione combinata di forze di polizia e dell'esercito" e ha condannato il governo di Añez per aver emesso un decreto che esenta da ogni responsabilità penale i soldati che prendono parte alla repressione delle proteste. Via Twitter la Cidh ha ricordato che "le armi da fuoco debbono essere escluse dai dispositivi utilizzati per il controllo delle proteste sociali". E in un altro messaggio ha "condannato e denunciato" che "il regime golpista che ha preso il potere" "reprime con proiettili delle forze armate e della polizia il popolo". Dal Messico Evo Morales lancia un appello a forze armate e polizia affinchè "mettano fine al massacro".

"L'uniforme delle istituzioni della Patria non può macchiarsi con il sangue del nostro popolo", ha scritto l'ex capo di Stato. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità.

I tentativi di mediazione sono sostenuti anche dall'ambasciatore dell'Unione europea in Bolivia, León de la Torres, che ha parlato della necessità di superare la violenza e recuperare la calma in vista di nuove elezioni.

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