Sanità, dirigenti Aifa favorivano farmaci più costosi: danno da 200 milioni

Paterniano Del Favero
Novembre 15, 2019

Per questo motivo alcuni dirigenti e alcuni componenti pro tempore della commissione consultiva tecnico scientifica dell'Agenzia italiana per il farmaco sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza. Al centro dell'indagine, per cui sono stati invitati a presentare le proprie deduzioni, dopo l'indagine della Corte dei conti del Lazio, c'è l'annosa storia Avastin-Lucentis. Roche e Novartis si erano messe d'accordo per far si che la prima non chiedesse l'autorizzazione a far prescrivere il farmaco meno caro (Avastin) contro la maculopatia, patologia degli occhi.

Gli approfondimenti svolti dai finanzieri del gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di Polizia economico-finanziaria, sotto la direzione del vice procuratore contabile Massimo Perin, hanno consentito di accertare come studi comparativi avessero dimostrato la sostanziale equivalenza terapeutica (in termini di efficienza e sicurezza) dei farmaci Avastin e Lucentis, che di fatto hanno lo stesso principio attivo.

L'aggravio economico è stato calcolato in base alla differenza di prezzo dei farmaci, tra i 600 e i 730 euro per singola dose, in relazione al numero di trattamenti complessivamente effettuati con il più costoso LUCENTIS. I dirigenti dell'Aifa e i componenti della Commissione tecnico scientifica dell'Agenzia hanno ora 60 giorni di tempo per fornire la loro versione alla Corte dei Conti.

"Quest'ultima, dal canto suo, oltre a guadagnare dall'incremento delle vendite di Lucentis, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%". La sanzione dell'Antitrust è stata di recente confermata da una sentenza del Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso delle due aziende farmaceutiche condannandole anche al pagamento delle spese.

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