Avola. Ricordato il sacrificio a Nassiriya del brigadiere Giuseppe Coletta

Bruno Cirelli
Novembre 14, 2019

Il 12 novembre 2003 nel cuore dell'Iraq, un attentato terroristico causò la morte di 12 Carabinieri, 5 militari dell'Esercito, un cooperatore internazionale e un regista.

Le vittime furono: i militari dell'Arma Domenico Intravaia, Horatio Majorana, Giuseppe Coletta, Giovanni Cavallaro, Alfio Ragazzi, Ivan Ghitti, Daniele Ghione, Enzo Fregosi, Alfonso Trincone, Massimiliano Bruno, Andrea Filippa, Filippo Merlino; i militari dell'Esercito Massimiliano Ficuciello, Silvio Olla, Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi, Pietro Petrucci.

Per non dimenticare i caduti di Nassiriya riconoscimento a dodici militari dell'Esercito e dei Carabinieri.

Le quattro pietre italiche abbracciano la pietra irachena e "rappresentano simbolicamente le gocce di sangue che, sgorgate dal sacrificio dei caduti, hanno fatto fiorire una rosa". Assoluzione definitiva, invece, per il colonnello dei carabinieri Georg Di Pauli, oggi generale e all'epoca responsabile della base "Maestrale".

Guerini e la cerimonia all'altare della patria "Questa triste ricorrenza - prosegue il premier - cade a pochi giorni da un altro attacco che ha visto feriti cinque nostri militari impegnati nell'addestramento antiterrorismo delle forze irachene". Ne parla Luigi di Maio, poiché incaricato Ministro agli Esteri. "Profeticamente, questo oggi si sta realizzando". Le loro famiglie devono sentire l'abbraccio dell'Italia intera. "Sapevo che Giuseppe correva dei rischi ma stava facendo la cosa giusta, perché portare aiuto a gente che soffre e ha bisogno di noi è l'unica cosa da fare - spiega al Sir -".

"In occasione della Giornata dedicata dalla Repubblica al ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali rivolgo un deferente pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita, impegnati nella pacificazione delle aree di crisi, per sconfiggere il terrorismo e consentire alle popolazioni oppresse un orizzonte di speranza". Dopo la cerimonia, il ministro ha partecipato alla messa in ricordo dei caduti nella basilica di Santa Maria in Ara Coeli.

Nella foto, un soldato si aggiusta l'elmetto, davanti alla base sventrata: è lo scatto simbolo della strage di Nassiriya realizzato dalla fotoreporter Anya Niedringhaus, premio Pulitzer 2005 come giornalista di guerra in Iraq, uccisa in Afghanistan da un talebano con addosso la divisa delle forze di sicurezza governative nel 2014. Sono passati 16 anni da quando ci ha lasciati; anni terribili durante i quali io, mia sorella e mia madre abbiamo versato tante lacrime. "È il potere del servizio, l'autorevolezza della coerenza e della testimonianza, che ha molto da dire pure oggi". Per Matteo Salvini il missionario è "indegno di dirsi prete".

Nel calendario delle date da collocare nella memoria storia di una nazione non può mancare Nassiriya. E' un fatto assolutamente grave che non ci sia stato un percorso di memoria condivisa per valorizzare quelle che sono state alcune delle vittime simbolo del sacrificio. La Patria è comunque un concetto che nelle scuole e nella società viene sottovalutato.

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