Spagna, l'abbraccio tra Sanchez e Iglesias dopo l'accordo per il nuovo esecutivo

Bruno Cirelli
Novembre 13, 2019

Il leader socialista e il capo di Podemos si sono addirittura stretti in un abbraccio a favore di stampa. Quando lo scorso luglio aveva chiuso i negoziati con il leader di Podemos, Pablo Iglesias, pensava che tornando alle urne avrebbe potuto mirare a governare da solo. Quasi sette mesi dopo.

Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez e quello di Podemos Pablo Iglesias hanno firmato al Congresso un accordo per la formazione di un governo di coalizione. Ma dalle urne di domenica è emersa una situazione ancora più complicata di quella che Sanchez si era trovato ad affrontare ad aprile, che ha reso necessaria maggiore flessibilità e ha portato alla formazione di un governo di coalizione Psoe-Unidas Podemos. E le cose sono cambiate. Non è ancora chiaro se Sánchez si rivolgerà di nuovo agli indipendentisti catalani di sinistra, gli stessi che avevano provocato la caduta del suo precedente governo: il PSOE potrebbe cercare in particolare un qualche tipo di appoggio di ERC (Esquerra Republicana, gli indipendentisti di sinistra), che alle ultime elezioni è stato il primo partito in Catalogna, con 13 seggi nel parlamento nazionale. Lo sarà perché sarà composto da forze progressiste, dal Partito Socialista e da Unidas Podemos e sarà progressista soprattutto perché lavorerà per il progresso della Spagna e per il progresso degli spagnoli. "Abbiamo raggiunto un preaccordo per formare un governo di coalizione progressista che combini l'esperienza del Psoe e il coraggio di Unidas Podemos", ha detto Iglesias, che dovrebbe assumere il ruolo di vicepremier. "Questo è il miglior antidoto contro l'estrema destra".

Fondi del PP fanno sapere che, conseguentemente all'accordo tra Sánchez e Iglesias, i liberali si preparano a esercitare un'opposizione responsabile e chiariscono che si considerano "l'unica alternativa" a Sánchez. In testa con 123 seggi, un risultato importante ma sotto la soglia di maggioranza di 176 deputati. Ora dovranno convincere Ciudadanos (10 seggi) e altri partiti più piccoli ad entrare nel nuovo governo.

"Il Psoe abbraccia il comunismo bolivariano, gli alleati di un colpo di Stato, nel mezzo di un colpo di Stato", ha tuonato via Twitter il leader del partito spagnolo di ultradestra Vox, Santiago Abascal, commentando l'accordo.

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