Due preti uccisi in Siria oggi, lo rivendica l’Isis

Bruno Cirelli
Novembre 13, 2019

Ferita una terza persona che viaggiava con loro. Secondo Sos Cristiani d'Oriente, le vittime sono don Hosib Abraham Bidoyan e suo padre. A presiedere la liturgia funebre è stato padre Antranig Ayvazian, Vicario episcopale della comunità armena cattolica dell'Alta Mesopotamia e della Siria del nord. "È una città molto importante per noi - spiega monsignor Marayati - perché è lì che sono stati uccisi molti dei nostri martiri fuggiti dal genocidio del 1915".

Prima della guerra a Qamishli gli armeno-cattolici erano 5mila e vi erano 5 chiese.

L'uccisione del prelato armeno cattolico a Dayr az Zor è avvenuta in una zona ad altissima concentrazione di cellule locali dell'Isis. Per questo si recava ogni due settimane a Deir ez Zor, per verificare lo stato di avanzamento dei lavori.

Al momento dell'agguato, il sacerdote e suo padre viaggiavano insieme a un diacono armeno - rimasto ferito durante l'assalto - e a un altro accompagnatore. Lungo il tragitto, nel distretto siriano di Busayra, la loro auto è stata crivellata di colpi. "Il padre del sacerdote è morto sul colpo, mentre padre Hanna è morto non appena giunto di fronte all'ospedale di Hassaké". A perdere la vita il prete e suo padre.

"La guerra in Siria non è ancora finita".

Nella sua rivendicazione, apparsa sui social network, l'Isis aveva affermato che "due sacerdoti cristiani sono stati uccisi oggi dal fuoco di combattenti dello Stato islamico nel villaggio di Zar, nel distretto di Busayra, a est di Dayr az Zor". Ma è evidente che questa volta non hanno colpito a caso. La Sana parla di "atto di terrorismo", che al momento non è stato rivendicato ma il triplice attentato arriva in un momento particolarmente difficile per la provincia di Hasakah, dove la Turchia ha lanciato un'offensiva su larga scala per eliminare la presenza dei militanti delle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg).

Secondo i curdi del Centro d'informazione Rojava, i jihadisti di Daesh avrebbero realizzato 30 attacchi nei primi dieci giorni di novembre, con un aumento del 300 per cento dai suoi livelli di attività rispetto al periodo precedente all'iniziativa militare turca in territorio siriano.

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